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Sabato, 22 Giugno 2024
Cronaca

Traffico di anabolizzanti tra Italia e San Marino, due atleti davanti alla Procura nazionale anti doping

Ritenuti clienti della coppia che gestiva il giro di sostanze proibite e implicata nell'operazione dei Nas che aveva portato all’applicazione di 13 misure cautelari

In seguito al vasto traffico di sostanze dopanti tra Cina e Italia, con triangolazioni nella Repubblica di San Marino, scoperto dai Nas lo scorso maggio e che aveva portato all'arresto di una coppia di sammarinesi e all'applicazione di 11 misure cautelari la posizione di due atleti implicati nella vicenda è arrivata alla Procura nazionale anti doping. Gli sportivi, una ragazza iscritta alla Figc giocatrice di calcio a 5 femminile e un uomo iscritto alla Fita (Federazione Italiana Taekwondo), sono ritenuti dagli inquirenti clienti della coppia di San Marino. Nel corso dell'indagine del reparto operativo del comando carabinieri per la Tutela della Salute di Roma, coordinati dal sostituto procuratore della Repubblica di Rimini, Davide Ercolani, sono stati identificati e denunciati anche numerosi personaggi attivi nel mondo del body building, alcuni iscritti alla Ifbb (International Federation of Body Building & Fitness) attivi nell’assunzione prolungata di sostanze dopanti per le preparazioni alle gare.

In totale gli indagati, accusati di associazione per delinquere finalizzata al traffico di sostanze dopanti anche ad effetto stupefacente, importazione dall'estero di sostanze dannose per la salute pubblica e autoriciclaggio, sono 25 di cui 3 arrestati mentre, per altri 8, era stato disposto l'obbligo di firma e altri 14 sono a piede libero. Tra di questi figurano professionisti del mondo del fitness e della nutrizione, gestori di palestre e di esercizi commerciali specializzati nell'integrazione alimentare.

Secondo le accuse il gruppo avrebbe messo in piedi una organizzazione con base nella Repubblica di San Marino e diverse ramificazioni internazionali per approvvigionarsi delle sostanze proibite come steroidi anabolizzanti, stimolanti, anoressizzanti e prodotti per la disfunzione erettile. Principi attivi che sarebbero arrivati dalla Cina, passando dalla Germania, sotto forma di polveri, per poi essere assemblate in laboratori clandestini da parte di un ristretto gruppo di fornitori, per la produzione di mix di prodotti dopanti, particolarmente dannose per la salute. Una volta realizzato, il prodotto finale veniva trasferito in un magazzino di San Marino, per poi essere spedito, perlopiù attraverso ignari corrieri, a venditori locali distribuiti su tutto il territorio nazionale.

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