Traffico internazionale di droga, pesante condanna per Davide Roberto

L'imprenditore milanese venne arrestato dalla polzia di Rimini mentre, insieme ad altre tre persone, stava importando in Italia 140 chili di hashish nel novembre del 2012. Oltre a lui, condannati anche due fratelli franco-algerini e il corriere spagnolo

Si è concluso con una pesante condanna il processo a Davide Roberto, l'imprenditore originario di Milano ma da anni residente a Rimini, imputato di traffico internazionale di stupefacenti e fermato, nel novembre del 2012 nei pressi del casello di Rimini Nord, con 140 chili di hashish. Il gip Sonia Pasini ha ritenuto il 38enne colpevole e lo ha condannato a 7 anni di reclusione (10 quelli chiesti dal pubblico ministero, Davide Ercolani) oltre a una multa di 60mila euro, all'interdizione perpetua dai pubblici uffici e alla confisca di beni mobili e immobili, già sequestrati al momento dell'arresto, per quasi un milione di euro. Con lui sono stati condannati anche i complici fermati, tutti, in occasione del blitz della squadra Mobile. I tre fiancheggiatori, due fratelli franco-algerini - Brahim e Noureddine Boufercha di 38 e 40 anni - e lo spagnolo, residente in Francia, Eduardo Roldan, 60enne e ritenuto il vero e proprio corriere dello stupefacente. Il gip, inoltre, ha rigettato le richieste della difesa di disporre una misura alternativa per i condannati, che sono in carcere dal novembre del 2012, ritenendoli ancora pericolosi e capaci sia di riallacciare i rapporti con la rete dello spaccio internazionale sia, nel caso dei tre stranieri, di fuggire all'estero. Nella sua sentenza, il gip ha disposto anche che i beni sequestrati al 38enne, due immobili a Rimini, vetture e scooter di lusso, le quote nominali della società di Roberto, i saldi attivi dei conti correnti, e un conto corrente a nome del condannato acceso presso una banca di San Marino, con un saldo da oltre 785mila euro, vengano confiscati.

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