TRC, l'Agenzia Mobilità: "Gli espropri sono tutti legittimi"

Dopo la grande preoccupazione dei cittadini che giovedì hanno visto cominciare le demolizioni per il cantiere del TRC in zona Lagomaggio, arriva,la replica dell'Agenzia Mobilità

Dopo la grande preoccupazione e la rabbia espresse dai cittadini che giovedì hanno visto cominciare le demolizioni per il cantiere del TRC in zona Lagomaggio, arriva, venerdì, la replica dell'Agenzia Mobilità di Rimini, che in una nota precisa come “le lavorazioni svolte nella mattinata di giovedì nelle aree interessate dalla realizzazione del TRC nella zona di via Serra, hanno coinvolto un solo espropriato che era stato da tempo preallertato e con il quale era stato concordato l’intervento di demolizione, che peraltro lo stesso espropriato aveva chiesto di anticipare”.

Una lettrice di Riminitoday, Cristina Fabbri, aveva dichiarato di essersi trovata i muratori a casa “senza preavviso, per la demolizione di una parte del suo garage, dopo una sola lettera dell'Agenzia arrivata nel 2007”.   La replica è repentina: “L’impresa incaricata ha proceduto poi alla recinzione delle aree di cantiere sul lato mare dell’intervento (esclusivamente in area ferroviaria) ed ha eseguito sopralluoghi e rilievi nelle aree attigue al fine di valutare tempi e modalità di intervento – spiega l'Agenzia nella nota - Si precisa che nessun’altra lavorazione e/o demolizione ulteriore rispetto a quella precedentemente descritta era in programma né tanto meno è stata eseguita. L’impresa ha poi preso contatto con gli altri espropriati per valutare le modalità esecutive delle lavorazioni da eseguire spiegando ai presenti che tutti gli interventi saranno preceduti da opportune comunicazioni e che verranno preventivamente redatti, in contradditorio, i verbali dello stato di fatto dei luoghi (i cosiddetti “testimoniali di stato”). In quella sede sarà possibile definire i dettagli operativi più consoni”.

“Per quanto riguarda le procedure espropriative, queste sono state concluse da tempo e sono già intervenute anche le sentenze definitive del Consiglio di Stato che confermano la legittimità delle procedure”, conclude la nota.

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