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Trivellazioni in Croazia, quali rischi per la costa riminese? Allerta della Provincia

Esordisce così l'assessore all’Ambiente della Provincia di Rimini, Stefania Sabba.“L’allarme lanciato da parlamentari Ue e dai responsabili di Fondazione Cetacea circa gli effetti lungo la costa adriatica, romagnola e riminese comprese, delle trivellazioni sul versante marino di giurisdizione croata è qualcosa di più del classico argomento su cui ‘porre attenzione’"

“L’allarme lanciato da parlamentari Ue e dai responsabili di Fondazione Cetacea circa gli effetti lungo la costa adriatica, romagnola e riminese comprese, delle trivellazioni sul versante marino di giurisdizione croata è qualcosa di più del classico argomento su cui ‘porre attenzione’. No, in questo caso le antenne debbono stare ben dritte anche a livello di istituzioni locali, tenendo conto di un precedente abbastanza recente”. Esordisce così l'assessore all’Ambiente della Provincia di Rimini, Stefania Sabba.

“Quando infatti tre anni fa l’allora ministro all’Ambiente Corrado Clini dichiarò, bontà sua, che l’Italia avrebbe ripreso il programma di trivellazioni in Adriatico alla ricerca di petrolio, ci fu una mezza rivolta delle Regioni, delle Province e dei Comuni italiani con vista mare. La stessa Provincia di Rimini inviò al Ministro una lettera ufficiale in cui si chiedeva di soprassedere dal proposito, nefasto sia dal punto di vista economico, che estetico, che, soprattutto, di lungimiranza: nel momento in cui più consistenti si fanno gli investimenti da parte dei Paesi concorrenti sulle energie rinnovabili, Clini procedeva con la testa voltata all’indietro. Peraltro, nel marzo 2013, il Consiglio provinciale di Rimini approvò il Piano Clima 2020 in cui, già nella premessa, si scriveva chiaramente come fosse doveroso spingere la ricerca verso le rinnovabili anche perché “non pensiamo che il futuro siano le trivellazioni nel mare alla ricerca del petrolio””, continua l'assessore.

“Ora, nell’Europa unita e dai confini aperti, non esiste che ciò che viene messo giustamente fuori dalla porta in un Paese rientri dalla finestra nel Paese confinante. Per questo come Istituzione locale spingiamo anche noi affinché il Governo prenda in mano questo problema, dimostrando che essere Europa non vuol dire fare a essere il più furbo dell’altro. Inutile ribadire le preoccupazioni di un territorio come quello riminese, anomalo per l’altissima vocazione turistica che dipende da un ambiente naturale fragile e dagli equilibri delicatissimi. I segnali illustrati ieri da Sauro Pari circa alcuni effetti nocivi sulla fauna marina delle ricerche croate in Adriatico sono molto più di un campanello d’allarme che deve svegliare soprattutto a Roma e poi rimbalzare a Bruxelles e Strasburgo. Seguiremo passo a passo l’evoluzione della cosa, se necessario alimentando in chiave locale la discussione e il dibattito allargato”, conclude Sabba.

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