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Lunedì, 6 Febbraio 2023
Cronaca

Bar naviga in cattive acque finanziarie, il socio a processo per truffa aggravata

L'uomo accusato di aver raggirato la titolare impossessandosi di ulteriori soldi e andando ad aggravare il dissesto finanziario dell'attività

Una serie di investimenti sbagliati avrebbe quasi affossato l'attività di un bar di Rimini di proprietà di una 60enne e, a far finire quasi sul lastrico l'azienda, sarebbe stato l'ennesimo socio che avrebbe depredato il magazzino degli ultimi rifornimenti finendo così a processo per truffa aggravata dall'aver approfittato di una persona con minorata difesa. Secondo quanto emerso, gli affari del locale zoppicavano parecchio da quando la titolare era stata raggirata dal primo socio che aveva creato un ammanco di 300mila euro. Nel tentativo di appianare quel primo buco, la 60enne aveva cercato un secondo socio che potesse portare capitali freschi nell'azienda ma anche questa volta l'operazione era andata male. La persona che avrebbe dovuto entrare nell'attività, infatti, alla vigila della firma del contratto era finita in un giro di droga e arrestato per reati legati agli stupefacenti. Il bar era quasi al tracollo quando una terza persona di era fatta avanti per rilevare la società e dare una boccata d'ossigeno al locale. L'uomo, un 58enne già noto alle forze dell'ordine, aveva però scoperto che il dissesto finanziario era alquanto rilevante tanto che l'attività era in arretrato con l'affitto e i fornitori si rifiutavano di consegnare la merce se prima non fossero stati saldati i debiti. E' stato a questo punto che l'aspirante socio aveva convinto la 60enne a vendere la propria auto, per 6mila euro, e a consegnargli altri 3mila euro per ripianare le pendenze più urgenti per far ripartire il locale.

Con quei soldi, inoltre, era riuscito a convincere i fornitori a riportare le merci ma sarebbe stato a questo punto che le cose avrebbero preso un'altra piega. I rifornimenti, infatti, pur acquistati col nome della società non sarebbero mai arrivati al magazzino e consegnati in un altro locale bloccando così l'attività commerciale del bar e facendo scattare la denuncia da parte della 60enne. Il 58enne. difeso dall'avvocato Piero Venturi, durante il dibattimento avrebbe dimostrato che in realtà la merce era stata consegnata regolarmente all'attività. Nella giornata di lunedì, tuttavia, il pubblico ministero ha chiesto una condanna dell'uomo a 1 anno e 6 mesi e la sentenza verrà emessa il prossimo 23 gennaio.

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