Truffa da un milione di euro in Veneto, nei guai un noto commercialista riminese

Tra i 12 denunciati anche il professionista romagnolo. Chiedevano prestiti alle banche per poi utilizzare i finanziamenti per acquistare orologi di lusso. Per riuscire in questa maxi truffa, gli autori avevano come complici altre figure con cariche di rilievo necessarie a commettere il reato

Una vera truffa ben architettata da 900mila euro ai danni della società bancaria Claris Factor S.p.A, la cui sede è a Montebelluna. La società ha concesso un contratto “factoring” volto all’erogazione denaro per il pagamento di forniture di prodotti farmaceutici a un’azienda del tutto fittizia. La  truffa è stata messa in atto inizialmente da tre soggetti, due presentatisi utilizzando il nome reale Danilo C. dell’amministratore di una ditta che produce nel campo farmaceutico di Milano e socio unico S.R., nato a Bologna nel 1966, e un terzo soggetto al momento in via di identificazione che hanno sottoscritto il contratto di factoring con la Claris Factor. La somma di denaro doveva essere versata su un conto corrente acceso presso un istituto di credito. Legato a questo conto è stato attivato il servizio di “home banking” ed è stato emesso un carnet di 12 assegni. La somma versata nella prima tranche ammontava a circa 900 mila euro e con questi soldi sono subito stati effettuati numerosi bonifici bancari intestati a varie persone giuridiche operanti nel territorio lombardo e a persone fisiche provenienti da tutta Italia. Inoltre sono stati effettuati pagamenti per l’acquisto di oggetti preziosi e veicoli con l’utilizzo degli assegni. Il danno subito dalla Claris Factor ammonta a circa 900 mila euro ma poteva essere doppio perché la cifra accordata ammontava a due milioni di euro.

Per riuscire in questa maxi truffa, gli autori avevano come complici altre figure con cariche di rilievo necessarie a commettere il reato, come un notaio originario di Napoli il cui studio però si trova in provincia di Milano, che si è dichiarato al momento all’oscuro di tutto ma dovrà dimostrarlo nel processo, e un commercialista  originario e residente a Rimini. “Danilo C.”, nome di fantasia, in possesso anche di documento d’identità sicuramente falso,  grazie a questa truffa risulta essersi comprato con assegni intestati alla società fittizia due orologi da uomo di grande valore e una motocicletta. Solo per la motocicletta esiste il passaggio di proprietà a M.H., 46enne di Napoli e residente a Monza, anche lui quindi denunciato a piede libero in concorso per la truffa. Da riscontri in banca dati durante le indagini è emerso che questo nome di fantasia è destinatario di più informative di reato e che il soggetto reale dovrebbe identificarsi in P.M., nato a Bergamo classe 1970, residente a Milano. Quest’ultimo soggetto tramite la società farmaceutica ha effettuato un bonifico bancario anche a favore della sua ex moglie. Alcune delle persone, cui i bonifici erano destinati, sono state rintracciate e hanno dichiarato di aver percepito quelle somme di denaro come corrispettivo della consulenza prestata alla società fittizia, dovranno però documentare il lavoro prestato per giustificare validamente le somme percepite.  Mentre le persone giuridiche destinatarie dei versamenti da controllo presso la camera di commercio sono tutte risultate in via di fallimento.

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