Truffa delle case vacanze in affitto su internet, a Riccione raggirati 40 turisti

Boom di vacanzieri che arrivano in Riviera per trascorrere le ferie e si ritrovano truffati. Denunciate 9 persone che si sono intascate 25mila euro

Il canovaccio è sempre lo stesso: un turista sprovveduto che si vede offrire un "fantastico" appartamento a Riccione, dove trascorrere le vacanza, a un prezzo irrisorio e senza pensarci due volte invia la cauzione per prenotare. Peccato che, una volta arrivato nella Perla Verde con valige e famiglia al seguito, scopre che si trattava di una colossale truffa e che l'appartamento esisteva solamente sullo schermo del computer. A questo punto, con la vacanza irrimediabilmente rovinata e con alcune centinaia di euro in meno, alle vittime non resta altro da fare che rivolgersi ai carabinieri per presentare la denuncia. Nel solo periodo estivo, sono già una quarantina i turisti che si sono visti raggirare e, rispetto allo scorso anno, i numeri sono più che raddoppiati. Con le loro indagini, i carabinieri di Riccione sono riusciti già ad individuare 9 truffatori che, in tutto, si sono intascati caparre per 25mila euro. Tutti già noti alle forze dell'ordine per reati specifici, risiedono praticamente in tutte le grandi città del nord Italia e sfruttano i "buchi neri" di internet per dare la caccia ai loro polli. Colpa anche il proliferare di siti che consentono la pubblicazione di annunci privati, sfruttano il nome di "Riccione" per attirare gli aspiranti vacanzieri. Una volta agganciati dai truffatori, vengono invitati a versare una caparra attraverso la ricarica di carte prepagate, associate ad un regolare IBAN, poi immediatamente svuotate del contenuto per evitare il recupero delle somme versate.

Le carte prepagate, invariabilmente, sono attivate con documenti contraffatti o di persone compiacenti e di cui ne viene denunciato lo smarrimento o altri fantasiosi reati, come l'appropriazione indebita, per dimostrare l’estraneità ai fatti. Ultimo ingrediente, per cercare di evitare di essere rintracciati dalle forze dell'ordine, è quella di farsi contattare su una sim telefonica intestata a stranieri o terze persone compiacenti. I carabinieri consigliano "una sana diffidenza che è d’obbligo quando in internet troviamo delle offerte particolarmente “vantaggiose“. Nessuno regala niente, nemmeno in internet. Giù le mani, se per la conclusione di un contratto vi chiedono di pagare l’anticipo mediante i servizi di trasferimento di denaro come Western Unione o Moneygram. Seguendo questo banale consiglio siete già al riparo da molte truffe! Questi sistemi di pagamento non sono adatti per effettuare pagamenti a degli sconosciuti e vengono spesso utilizzati per tentativi di truffa. Ricordatevi poi che l’invio di copia dei documenti dell’auto o di passaporti non garantiscono la serietà dei venditori: questi documenti spesso sono falsificati, rubati o provengono da altre truffe in internet, ovvero da altri consumatori che in buona fede hanno inviato una copia. E’ indispensabile verificare l’affidabilità del sito che propone l’offerta controllando eventuali feedback negativi. Non procedere all’immediato invio di denaro  ma chiedere la possibilità di inviare un acconto per poi saldare il conto sul posto".

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