Tecnica del "pesciolino" per ripulire slot machine, truffatori scoperti dai carabinieri

I tre malviventi sono incappati in una pattuglia dell'Arma che ha scoperto il bottino della banda

Una banda di truffatori ben organizzata quella scoperta dai carabinieri di Riccione che, nella giornata di lunedì, hanno denunciato tre salernitani già noti alle forze dell'ordine. Il gruppo è stato notato mentre, a bordo di una vettura, procedeva sul lungomare della Perla Verde e i militari dell'Arma hanno deciso di fermarli per un controllo. Nel vano porta oggetti dell'auto hanno notato un cumulo di monete da 1 e 2 euro, per un totale di 1800 euro, che ha insospettito le divise. Gli stessi salernitani non hanno saputo giustificare la provenienza del denaro e, allo stesso tempo, sono stati trovati in possesso di un'apparecchiatura elettronica per disturbare le slot machine. E' stato a questo punto che i carabinieri si sono portati nella più vicina sala scommesse chiedendo di visionare i filmati delle telecamere a circuito chiuso scoprendo, così, la truffa del "pesciolino".

Dalle immagini di videosorveglianza è emerso che i salernitani si erano alternati a una slot giocando per 7 ore di fila ma, invece di inserire i soldi nella macchinetta, utilizzavano l'apparecchiatura elettronica. Questa, in grado di interferire con il funzionamento della slot, permetteva ai truffatori di caricare del denaro virtuale per effettuare le puntate ma, allo stesso tempo, le vincite erano fatte con denaro vero. I salernitani sono stati così portati in caserma dove, oltre al sequestro delle monetine, sono stati denunciati a piede libero per truffa.

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