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Mercoledì, 12 Giugno 2024
Cronaca

"Sono il cantante Michael Bolton, aiutami a recuperare i miei soldi", riminese cade nella truffa online

La donna ci ha rimesso diverse migliaia di euro convinta di aiutare la star internazionale a rientrare in possesso di una fantomatica e cospicua somma di denaro

Convinta di chattare con il noto cantante statunitense Michael Bolton, una riminese è finita nella più classica delle truffe rimettendoci diverse migliaia di euro che sarebbero finite nelle tasche di tre malviventi i quali dovranno comparire davanti al gup per l'udienza preliminare fissata per il prossimo febbraio. La vicenda inizia nel novembre del 2020 quando la donna, fan del cantautore, frequentando alcuni gruppi sui social si era accorta che ai suoi commenti c'erano delle risposte provenienti da quello che sembrava essere il profilo del cantante. All'inizio erano semplici e sporadici "grazie" o saluti ma, col passare del tempo, questi si erano fatti sempre più frequenti convincendo la vittima che dietro la tastiera c'era proprio il suo idolo musicale. Ne era nato un vero e proprio rapporto epistolare via chat con il sedicente "Bolton" che si era spinto a confidare alla fan alcuni aspetti della sua vita privata rammaricandosi, al tempo stesso, che a causa dell'epidemia di Covid tutti i suoi concerti erano stati annullati. Proprio per questo motivo il cantautore si sarebbe trovato in una crisi di liquidità rivelando, però, di aver accumulato un "tesoretto" di fondi neri in Europa ma che era impossibilitato a farli arrivare negli Stati Uniti.

Sarebbe stato proprio a questo punto che la "nuova amica" avrebbe dovuto entrare in scena. Il finto "Bolton", infatti, aveva chiesto alla riminese se poteva fargli da tramite ricevendo a suo nome un pacco di contanti per poi rispedirglielo negli Usa. La donna, alla quale non sembrava vero di poter fare un favore al suo idolo, ha così accettato fornendo il proprio indirizzo di casa ma è a questo punto che sono iniziati i guai. Con un finto tracciamento del "pacco", i presunti truffatori hanno fatto credere alla vittima che il denaro fosse in viaggio ma che a un certo punto era rimasto bloccato alla dogana e che serviva del denaro per farlo ripartire. La riminese ha quindi fatto le sue rimostranze al presunto cantautore che, con mossa da maestro, ha iniziato a spiegarle di non esporsi per questa faccenda e di mandare tutto a monte.

Un comportamento che, però, ha rafforzato nella vittima la certezza di aiutare il cantante ed ha iniziato a versare il denaro fino a rimetterci 16mila euro in diverse tranche. All'ennesima richiesta di 21mila euro, accompagnata da una lettera del Ministero delle Finanze statunitensi nella quale veniva accusata di traffico di denaro e le veniva paventata un'incriminazione, la signora si è confidata col marito facendo così cadere tutto il castello di carte messo in piedi dal sedicente Michael Bolton e tutelata dall'avvocato Cristiano Basile ha fatto partire una denuncia. Le indagini delle forze dell'ordine, che hanno risalito la traccia dei soldi inviati dalla vittima, sono arrivate a una donna bergamasca 64enne, già nota per truffe analoghe, e a due cittadini nigeriani di 47 e 28 anni ritenuti suoi complici per i quali è stata fissata l'udienza preliminare il prossimo 14 febbraio.

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