Tumore alla mammella, a Rimini ogni anno 370 nuovi casi

Il tumore della mammella è la neoplasia più frequente nel sesso femminile e rappresenta circa il 29 per cento delle diagnosi oncologiche. Ogni anno in Italia vengono diagnosticati circa 47mila nuovi casi

Il tumore della mammella è la neoplasia più frequente nel sesso femminile e rappresenta circa il 29 per cento delle diagnosi oncologiche. Ogni anno in Italia vengono diagnosticati circa 47mila nuovi casi e il rischio di avere una diagnosi di tumore della mammella nel corso della vita (fino a oltre i 70 anni di età) è di circa il 10 per cento. Nella provincia di Rimini ogni anno vi sono circa 370 nuovi casi di tumore della mammella con circa 600 donne operate per patologia mammaria sia benigna che maligna. La Regione Emilia Romagna, grazie al programma di screening cui aderisce più del 70 per cento delle donne nelle fasce d’età previste, si colloca tra le regioni con i più bassi indici di mortalità per tumore della mammella in Italia.

Ma un ulteriore miglioramento dei risultati nel medio e lungo periodo può essere ottenuto attraverso un approccio integrato e multidisciplinare alla malattia, che preveda il coinvolgimento di professionisti di varie discipline, esperti e competenti in materia, che utilizzano tecnologie sofisticate e all’avanguardia nella diagnostica e terapia delle patologie della mammella. In virtù di questo approccio, già nel 2008 l’Azienda USL di Rimini costituì l’Unità Funzionale di Senologia - che coinvolse tutti i professionisti che si occupano della diagnosi e del trattamento del tumore della mammella: oncologo, radiologo, chirurgo, anatomo-patologo, radioterapista, biologo, infermiere, data manager – e dal giugno del 2012 ha realizzato il nuovo Servizio di Senologia che fa riferimento al Dipartimento di Oncologia ed Ematologia ed è situato presso l’Ospedale “Infermi” di Rimini, sotto la direzione del dottor Lorenzo Menghini. Il nuovo Servizio di Senologia comprende le attività che si svolgono inoltre presso gli Ospedali di Cattolica, Riccione e Novafeltria, si integra e si interfaccia con la Chirurgia Senologica di Santarcangelo e con il Centro Screening aziendale.
 
La scelta è derivata dall’esigenza di riorganizzare, razionalizzare e pianificare tutta l’attività di diagnostica senologica della provincia, al fine di garantire un elevato livello qualitativo delle prestazioni, evitare le ridondanze, assicurare l’equità di accesso e di trattamento diagnostico a tutte le 142.116 donne residenti in provincia in fascia di età dai vent’anni in su. Il tutto anche nell’ottica di ridurre sensibilmente i tempi dell’intero percorso e di aumentare la soddisfazione dell’utenza.

In senologia il massimo di accuratezza diagnostica ed il minimo di errori si ottengono, infatti, se l'esame clinico e tutti gli accertamenti strumentali (mammografia, ecografia e prelievo cito-istologico) vengono eseguiti contemporaneamente. Al Servizio di Senologia è stato assegnato un gruppo di medici specialisti sia radiologi sia oncologi che, insieme ad infermieri, tecnici di radiologia, case manager, data manager, personale amministrativo, deve garantire una risposta tempestiva, unitaria e di qualità, consapevoli del fatto che la diagnosi dei tumori della mammella richiede necessariamente l’integrazione di specifiche e diversificate competenze. Ciò determina un’identità di comportamento ed un maggior rispetto delle linee guida da parte degli operatori.

Le donne si sentono, infine, più “garantite” in quanto l’unità di luogo genera un senso di protezione e di sicurezza, grazie ad una presa in carico a tutto tondo e alla creazione di un percorso personalizzato per ogni paziente. Gli obiettivi sono, infatti, i seguenti:
garantire alla paziente l’inquadramento diagnostico attraverso la presa in carico ed un numero limitato di accessi alla struttura ospedaliera;
semplificare l’accesso alla struttura ambulatoriale, garantendo contemporaneamente un percorso diagnostico appropriato;
formulare in tempi brevi diagnosi che richiedono interventi multidisciplinari, migliorando la qualità resa e percepita delle prestazioni e contestualmente anche l’appropriatezza delle risorse impiegate.

I professionisti che afferiscono al Servizio di Senologia sono accreditati come professionisti specialisti nel campo specifico della senologia. Ciò in funzione del numero di casi trattati all’anno o del tempo dedicato alla diagnostica. Inoltre i professionisti partecipano ad aggiornamento professionale continuo specifico, ai programmi nazionali e regionali di Controllo Qualità, alle attività degli ambulatori multidisciplinari e alle riunioni settimanali. Più nel dettaglio i professionisti che afferiscono al Servizio di Senologia sono:
Oncologi specializzati in senologia
Radiologi specializzati in senologia
Tecnici di radiologia specializzati in senologia
Infermieri dedicati (Case Manager), con formazione professionale specifica anche nell’area della comunicazione e del counseling
Infermieri dedicati all’attività ambulatoriale di primo e secondo livello
Personale amministrativo Front-Office/Call Center/Screening

Le attività del Servizio di Senologia sia in screening che in clinica sono:
Rx Mammografico
Visita senologica
Ecografia Senologica
Prelievo citologico
Prelievo di microistologia (Mammotome, Corebiopsy)
Visita genetica semplice

Le suddette attività sono svolte nell’ambito dei percorsi regionali per donne in screening, asintomatiche e sintomatiche (clinica) e con rischio eredo-familiare condivisi e in collaborazione con i Medici di Medicina Generale e con le Associazioni di Volontariato che insistono sul territorio provinciale.

Per quanto attiene agli screening, va precisato che la Regione Emilia Romagna ha attivi, ormai da molti anni, gli screening oncologici per tre tumori: quello alla mammella, quello al collo dell’utero e quello al colon retto.
Lo screening per il tumore della mammella si effettua tramite una mammografia. Da due anni a questa parte la Regione Emilia Romagna ha ampliato le fasce d’età di riferimento: vengono chiamate ogni anno tutte le donne in età tra i 45 e i 49 anni, e ogni due anni tutte le donne tra i 50 e i 74 anni. Si tratta di fatto di circa 64mila donne. L’adesione media supera il 75 per cento, soglia “desiderabile” negli obiettivi della Regione Emilia Romagna.
Ogni mille donne che effettuano la mammografia 942 hanno esito negativo. Per le restanti vengono chiesti approfondimenti clinici, in seguito ai quali 11,6 donne presentano tumore al seno, ma di queste i tre quarti sono in fase precocissima, tanto che il relativo trattamento chirurgico di solito non richiede la mastectomia completa. Vengono poi riscontrate 2,2 lesioni benigne. Per le restanti donne anche l’approfondimento clinico dà esito negativo.
In 14 anni d’attività dello screening della mammella si sono potuti individuare 1.103 tumori, di cui l’80 per cento di dimensioni assai ridotte. La mortalità delle donne colpite da tumore al seno è diminuita e le donne che partecipano allo screening, anche se si ammalano, hanno un rischio di morte dimezzato rispetto a quelle che non partecipano allo screening. Per ulteriormente agevolare l'accesso delle pazienti allo screening mammografico, l'Azienda è dotata di un'unità mammografica mobile (il camper mammografico) che opera in tutta la provincia e in particolare nelle zone meno vicine a presidi ospedalieri, come fatto tra l'altro, l'estate scorsa, a Pennabilli. Per inciso val la pena aggiungere che estremamente positivi sono anche i risultati dello screening del collo dell'utero e del colon retto, sia in ordine a tumori letteralmente prevenuti sia a sopravvivenza e qualità della vita di pazienti, tanto che si coglie l'occasione per sollecitare all'adesione.

Per le donne sintomatiche che accedono al Servizio è possibile usufruire del “one-day”, cioè dell’effettuazione di tutta l’attività diagnostica in un’unica giornata, con tempi di consegna del referto definitivo, presa in carico ed invio alla Chirurgia di Santarcangelo che si aggirano sui 5-7 giorni in media, anche grazie al contributo estremamente veloce dell’Unità Operativa di Anatomia Patologica.
Dal giugno 2012 il tempo medio alla diagnosi dal primo accesso al Servizio è stato di 17 giorni per le donne in screening (con un tempo medio di lettura della mammografia di 8 giorni), mentre il tempo all’intervento chirurgico dalla diagnosi rientra perfettamente negli standard nazionali e regionali.

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