Turismo, Bonaccini chiede aiuto all'Unione Europea: "Basta trascurarlo, servono soldi"

"L'UE ci aiuti per riqualificare i lungomare, per migliorare alberghi e promozione

Il turismo in Emilia-Romagna prova a ripartire dopo il lockdown e il presidente Stefano Bonaccini chiede una mano all'Unione europea. "L'Europa deve darci risorse e noi dobbiamo chiedere risorse all'Europa", scandisce il governatore, aprendo lunedì mattina un convegno online organizzato dal Parlamento europeo. Bonaccini cita "tre asset: investimenti per infrastrutture, viarie, ferroviarie ma anche immateriali, con la digitalizzazione. Risorse per le infrastrutture ricettive, che vanno migliorate anche da noi, e risorse per la promozione turistica".

Nel nuovo patto per il lavoro che Bonaccini conta di varare a fine settembre, "fisseremo gli obiettivi per i prossimi 10 anni e il turismo sarà' tra i tre pilastri per costruire una nuova economia". Perciò "o la Ue fa diventare il turismo un asset fondamentale o sprecherà una grande occasione". Fin qui quell'attenzione dovuta non c'è stata da parte dell'Europa, secondo il presidente. "Sicuramente l'ho sempre vista trascurare troppo un settore così rilevante".

Bonaccini invita in particolare l'Europa ad investire sulla bellezza, ad esempio "avremo bisogno delle risorse europee per fare ancora di più sui waterfront": la Regione in questi hanno ha investito 40 milioni di euro sui lungomare e altri ne metterà nei prossimi anni. Ma non basta. Chiede una "nuova fase" l'assessore regionale al Turismo, Andrea Corsini, secondo cui l'Europa "può fare scelte che non ha mai fatto prima", mettendo il turismo "al centro della ripartenza. Se non ora quando?- si chiede- Spero che ci sia presa di coscienza forte dell'Ue". Ma la ripartenza è già cominciata, in particolare in riviera. "Probabilmente- dice Corsini- l'estate sarà migliore di quanto ci si aspettava qualche settimana fa".

Anche la presidente dell'Assemblea legislativa della Regione, Emma Petitti, altra ospite del convegno “Turismo in Emilia-Romagna. Le opportunità di rilancio dall’Unione europea”, parla di una occassione storica. “La centralità che ha il comparto turistico nell’economia del nostro Paese e della nostra Regione richiede che il settore sia al centro di una strategia europea. Le risorse del recovery fund (172 miliardi di euro di cui 82 a fondo perduto) che a quanto sembra saranno messe a disposizione anche del turismo rappresentano un’occasione storica per rilanciare questo comparto in relazione con altri ad esso collegati, come ad esempio quello della mobilità e delle infrastrutture”.

Continua Petitti: "La stagione turistica è appena iniziata in una situazione davvero difficile – ha aggiunto Petitti – adesso più che mai abbiamo bisogno dell’Europa, dobbiamo fare un salto di qualità con una legge di riforma del settore e aprire un confronto sul tema dei trasporti, della viabilità, delle vie d’accesso, degli aeroporti e dell’alta velocità".

Focalizzando l’attenzione sul turismo balneare, Petitti avanza l’idea di un progetto che partendo dall’Emilia-Romagna potrebbe coinvolgere tutte le località di vacanza del nostro Paese. Il tutto lavorando su alcuni filoni principali: riqualificazione delle strutture alberghiere (attraverso accorpamenti e ristrutturazioni con l’obiettivo anche della messa in sicurezza sismica); riduzione delle strutture ricettive (in alcune aree del 30%), riqualificazione degli stabilimenti balneari.

“Per raggiungere questi obiettivi – ha sottolineato la presidente – sono necessari interventi legislativi, normativi ed economici: una nuova legge sul demanio che superi le attuali incertezze e il contenzioso con l’Europa; una legge di semplificazione burocratica; norme urbanistiche che recepiscano le possibilità date dalla realizzazione dei condhotel; incentivi agli accorpamenti alberghieri; una legge nazionale che in accordo con la Comunità europea stanzi un contributo a fondo perduto per chi investe nella riqualificazione e ristrutturazione alberghiera; incentivi oppure acquisto da parte del pubblico di strutture ricettive fuori mercato per adibire quelle aree ad altre funzioni di servizio per il turismo (parcheggi, servizi di ristorazione, centri benessere o altro); mutui agevolati per gli stabilimenti balneari e per le attività che vogliono innovare nel commercio e nei pubblici esercizi”.

Petitti ha chiuso lanciando un appello: “Per richiamare il primo provvedimento del Governo, il 'Cura Italia', direi che per il settore turistico serve un vero e proprio 'Cura Turismo' per sostenere nei fatti un comparto strategico per l'economia nazionale e locale. Questa pandemia rischia di danneggiare in maniera quasi permanente tutta la filiera del turismo, e anche quella degli eventi. Non ce lo possiamo permettere. La sfida deve essere raccolta da tutti: Governo, Parlamento, Regioni, Comuni e categorie economiche del settore e anche parti sociali”.

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