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Turismo, Cgil: "La legalità è la chiave per un nuovo modello più sano"

"Il turismo congressuale insieme a quello termale sono quelli maggiormente in grado di spingere verso la riqualificazione della nostra offerta e ad una concreta destagionalizzazione"

"La legalità nel turismo è la mucca in corridoio dell'economia riminese, e da tempo sta bussando alla porta". La Cgil di Rimini si affida a una metafora di Pierluigi Bersani per sintetizzare la necessità di "cambiare modello" utilizzando la legalità come "chiave di volta". Non si parte da zero: nello scorso settembre, ricordano Mirco Botteghi e Isabella Pavolucci, rispettivamente segretario Filcams-Cgil e segretaria provinciale, è stato sottoscritto il Protocollo sulla legalità e lo sviluppo nel settore turistico e ricettivo e da settembre il prefetto ha adottato 13 interdittive antimafia, di cui dieci riguardano hotel. Il 9 febbraio, inoltre, è stato siglato l'accordo tra Prefettura e Camera di commercio della Romagna per incrementare le azioni a supporto della legalità nel sistema economico locale. In vista delle elezioni amministrative, dunque, la politica locale deve "mettere al centro della propria agenda i temi della qualità del lavoro e della legalita'".

Fondamentale è la proposta dell'Agenzia per lo Sviluppo territoriale per "disegnare il perimetro di un turismo che accompagni uno sviluppo sostenibile del territorio nell'ambito di un'economia legale e che garantisca una piu' giusta redistribuzione del reddito prodotto". Una delle "peggiori torsioni" nella progettazione di un pezzo del sistema turistico, segnalano i due sindacalisti, è la propensione delle Amministrazioni pubbliche locali "ad accondiscendere generalmente agli interessi particolari degli imprenditori balneari ogni qual volta si tratta di decidere sul demanio".

Invece va creata "una rete strutturata contro il lavoro gravemente sfruttato insieme a tutte quelle azioni utili a costruire una cittadinanza responsabile sui temi della legalità". Occorre escludere da ogni beneficio economico le imprese oggetto di procedimenti di tipo fiscale e finanziario o colpite da interdittiva, introducendo l'autocertificazione obbligatoria; va istituito lo sportello antiusura e di aiuto alle vittime; vanno sostenute le aziende turistiche che si dotano di codici etici, "ma nella provincia di Rimini soltanto 48 imprese su 34.731 hanno aderito".

Inoltre si deve "accelerare la destinazione a fini sociali dei beni sequestrati e confiscati". La Cgil punta anche su prospettive d'inserimento lavorativo dignitoso e professionale" agli studenti degli Alberghieri, oltre 1.800 e 300 adulti nei corsi serali, sulla formazione professionale regionale, circa 1.300 iscritti, sull'Istituto tecnico per il turismo, oltre 800. Va anche allungato il servizio di salvamento. Allo stato attuale, concludono, "è difficile immaginare a breve termine eventi in grado di coinvolgere migliaia di persone", per i quali sono stati fatti imponenti investimenti pubblici, la Fiera, i Palacongressi e le grandi strutture sportive del territorio. Questo tipo di turismo, con il termale, è "quello maggiormente in grado di spingere verso la riqualificazione della nostra offerta turistica e ad una concreta destagionalizzazione, perciò, dopo la crisi sanitaria, non si può correre il rischio di perdere terreno su questi pezzi importanti del comparto turistico provinciale".

(Agenzia Dire)

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