Cronaca Riccione

Turismo, il sindaco Tosi boccia la Notte Rosa: "E' vecchia e porta più danni che benefici"

"Richiama un'offerta di divertimento eccessivo fatto di shottini alcolici venduti a un euro da baracchini colorati, senza limiti di orari e di decibel"

Non è inaspettata ma è decisamente netta la stroncatura della Notte Rosa, trasformata dalla pandemia in Pink week, da parte del Comune di Riccione. È "sbagliata, vecchia e non più in linea con quello che sono oggi la Perla Verde e le più importanti località turistiche della Romagna", non lascia spazio a dubbi la sindaco Renata Tosi. Da qui l'invito all'assessore regionale al Turismo Andrea Corsini a "riflettere su quanto sia oramai obsoleto il concetto stesso di contenitore unico per una promozione turistica che deve essere ripensata completamente dopo il Covid". Nell'immaginario collettivo italiano, prosegue la prima cittadina, richiama "un'offerta di divertimento eccessivo fatto di shottini alcolici venduti a un euro da baracchini colorati, senza limiti di orari e di decibel". La promozione, prosegue, va "tagliata su misura su ogni singolo evento, perché la promozione turistica di un territorio non può portare più danni di quanti benefici sia in grado produrre".

Ecco perché Riccione "dice basta con questi messaggi di sistema così bassi, inutili e dannosi, basta puntare solo ai numeri, basta il turismo che consuma un territorio e non lo valorizza". Come gli anni scorsi, sottolinea Tosi, il Capodanno dell'estate è stata preceduto da "un coro di critiche" e seguito "dall'unanime sollievo da parte degli operatori che oggi vogliono solo eventi di qualità". Ma il problema, ribadisce, "non sono gli eventi, ma la comunicazione, la promozione unica e ridondante che si produce di quegli eventi".

La Notte Rosa, tira le fila, era nata per "comunicare la quantità, il gran numero di eventi contemporanei in una frenesia di cose da fare senza limiti", dà l'idea di "una gran confusione fatta di eccessi oramai fuori dal tempo e con un messaggio al pubblico sbagliato", andando a favorire "economie al ribasso, senza regole chiare, che piacciono tanto solo a quegli operatori poco seri che arrivano in Romagna per una stagione e poi spariscono". Oggi, conclude Tosi, "si deve iniziare a mettere a sistema la qualità. Conosciamo la nostra terra e la vogliamo al riparo da messaggi fuorvianti e distruttivi". (fonte Dire)

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