Martedì, 21 Settembre 2021
Cronaca Riccione

Turista insultato sui social dopo la segnalazione: "Ci chiamano metastasi vesuviana"

Salvatore aveva denunciato l'aggressione subita dai suoi figli di 16 e 20 anni, a Riccione, da parte di una ventina di giovani nordafricani. "Niente solidarietà per me e i miei figli. Solo insulti sui social"

Salvatore La Ferola ha denunciato nei giorni scorsi l'aggressione subita dai suoi figli, di 16 e 20 anni, a Riccione, accerchiati e schiaffeggiati da una baby gang di ragazzi nordafricani. Al suo sfogo, dettato dall'amore per la Perla Verde romagnola, scelta da anni come luogo di vacanza, ha fatto seguito un'altra grande amarezza. Salvatore racconta a NapoliToday come non gli sia arrivata alcuna solidarietà e che anzi lui e i suoi familiari siano stati ricoperti di insulti sui social solo per la loro provenienza geografica e di essere guardati con sospetto anche a Riccione stessa dopo aver reso pubblico quanto accaduto.

Lo sfogo di Salvatore
"Grande amarezza per gli insulti ricevuti solo perché napoletano e grande sconforto per non aver ricevuto alcuna solidarietà dopo che i miei figli sono stati vittime di una baby gang che scorrazzava liberamente in centro a Riccione. Doveva essere un momento di unità invece parlano solo di metastasi vesuviana. Tutti gli insulti ricevuti sui social non li comprendo. Le vostre menti bacate non comprendono il dolore e la delusione di un papà i cui figli sono stati aggrediti? Solo una decina di commenti sono stati solidali nei confronti dei ragazzi e del papà, il resto è pregiudizio, odio, ignoranza e cattiveria. La Romagna è una terra meravigliosa di gran lavoratori e di persone ospitali. Ci sono stato molte volte e tornerò ugualmente. Il marcio e la violenza vanno combattuti restando uniti, senza fare puerili esempi campanilistici, senza parlare di metastasi vesuviana", denuncia il turista napoletano, infermiere di professione. "Sono separato con due figli e i miei 15 giorni a Riccione sono un sacrificio, visto che guadagno solo 1500 euro al mese, per stare con loro. Pensare che nel primo lockdown sono partito volontario con la Protezione Civile proprio per andare ad aiutare i romagnoli e vengo trattato così".

L'aggressione
 "Sabato 14 agosto - aveva spiegato a RiminiToday il signor Salvatore - i miei ragazzi sono usciti alla sera con i soliti amici quando sono incappati loro malgrado in una baby gang di nordafricani. Non erano neanche le 22.30 e diversi ragazzini, tutti tra i 15 e i 16 anni, stavano aggredendo quanti passavano sul lungomare tra i Bagni 90 e 93. Gli aggressori saranno stati una ventina e, all'improvviso, uno dei miei figli è stato colpito alle spalle con uno schiaffo arrivato in maniera del tutto gratuita mentre a un ragazzo della compagnia è stato strappato il cappellino. Una scena che ha impaurito tutti facendoli correre verso una pattuglia dei carabinieri per mettersi al sicuro".

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