"Ci hanno insultato chiamandoci 'terroni' e noi ci siamo difesi"

I ragazzini napoletani interrogati dal Gip dopo aver aggredito due turisti sul lungomare di Rimini

Ammettono la rissa ma, con tutta forza, rigettano l'accusa di rapina. Sono stati ascoltati martedì mattina dal gip i due maggiorenni del gruppo di tre ragazzini che, nella notte tra sabato e domenica hanno aggredito due turisti sul lungomare di Rimini per strappargli un Rolex da 6mila euro. Gli accusati, di 19 e 20 anni residenti in città ma di origini napoletante, sono difesi dall'avvocato Monica Gabrielloni hanno dato la loro versione dei fatti. Verso le 2, nei pressi del Bagno 23, avrebbero incontrato le vittime, un bolognese e un faentino entrambi 30enni a Rimini per l'addio al celibato di un amico comune forlivese. Secondo i ragazzini, i due adulti li avrebbero apostrofati con un "terroni" facendo montare la rabbia dei giovanissimi che, in preda ai fumi dell'alcol, avrebbero dato il via alla rissa. "Ci hanno offesi - hanno spiegato gli accusati al gip. - La nostra intenzione era di punirli per quella parola ma non di rapinarli del Rolex". Nella zuffa sono stati i due turisti ad avere la peggio riportando vari traumi facciali e diverse ecchimosi nonché, per uno dei due, la frattura di una costola, con una prognosi rispettivamente di 22 e 12 giorni.

Le due vittime, tuttavia, erano riuscite a dare l'allarme facendo accorrere una pattuglia della polizia di Stato con gli agenti che, avuta una descrizione degli aggressori, sono partiti alla loro ricerca individuandoli, poco dopo, in via Paolo e Francesca. I tre ragazzini, due fratelli di 15 e 19 anni e un loro amico di 20, si nascondevano dietro un cassonetto dell'immondizia. Uno si era appena disfatto della maglia sporca del sangue dei due trentenni e il 19enne, con baldanza, si era scagliato contro gli agenti urlando: "Non sapete chi siamo noi, ve la faremo pagare: abbiamo amici nella camorra". Un comportamento che gli è valso anche l'accusa di resistenza e minacce a pubblico ufficiale. Al termine dell'interrogatorio di garanzia, il gip si è riservato se lasciarli in carcere o accogliere la richiesta del loro avvocato di una misura cautelare meno restrittiva. Il minorenne, trasferito subito nel carcere minorile del "Pratello" a Bologna sarà interrogato mercoledì.

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