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Cronaca

Uccise la ex con 21 coltellate, chiesto il processo per l'autore del femminicidio

Il delitto era arrivato al culmine di una violenta lite in un appartamento dell'Ina Casa, l'autore aveva confessato in lacrime di averla uccisa perchè non si rassegnava alla fine della relazione

Era arrivato a Rimini con un anello, con la speranza di riallacciare la relazione, ma al rifiuto di lei si era trasformato in una furia e non accettando il fatto che l'amore tra loro era finito definitivamente l'aveva uccisa con 21 coltellate. Questo è il quadro che si è delineato per l'omicidio di Noelia Rodriguez, 46enne peruviana, avvenuto in un appartamento dell'Ina Casa a Rimini il 19 maggio dello scorso anno e per il quale era stato arrestato all'epoca il 55enne connazionale Maximo Aldana De La Cruz difeso dall'avvocato Paolo Benfenati per il quale adesso i pubblici ministeri Davide Ercolani e Stefano Celli hanno chiesto il rinvio a giudizio con l'udienza fissata il prossimo 4 maggio. Quel giorno l'uomo era arrivato da Milano con l'intenzione di riprendere quell'amore burrascoso iniziato nel loro Paese d'origine ma, quando la 46enne aveva opposto un netto rifiuto, il peruviano aveva afferrato la lama colpendola ripetutamente fino ad ucciderla il tutto sotto gli occhi della figlia di lei che aveva dato l'allarme facendo accorrete la polizia di Stato e il 118.

L'amore tra Maximo Aldana De La Cruz e Noelia Rodriguez era sbocciato in Perù ma, fin da subito, era emerso il carattere violento dell'uomo che nel 2016 aveva preso a bastonate la compagna. Un comportamento che aveva portato a una prima rottura ma, dopo diversi mesi, i due si erano riavvicinati anche se la situazione non era certo migliorata con l'uomo che aveva dimostrato un carattere geloso e possessivo tanto da tenere costantemente sotto controllo la vittima. La Rodriguez, quindi, nel 2021 aveva deciso di troncare definitivamente la relazione e di venire in Italia sperando così di mettere la parola fine a quel rapporto. Anche dall'Argentina De La Cruz continuava a tempestare di telefonate e messaggi la 46enne chiedendole in maniera ossessiva di riprendere la relazione e, allo stesso tempo, le aveva annunciato che nell'aprile del 2022 sarebbe arrivato anche lui in Italia.

Il 55enne era così sbarcato a Milano e, una volta nel nostro Paese, aveva continuato la serie di telefonate alternando le richieste di riallacciare il rapporto alle minacce di rivelare alla Polizia il suo stato di clandestinità e di sottrarle il passaporto per poi consegnarlo alle forze dell'ordine. L'uomo era venuto a Rimini una prima volta per poi tornare il 19 maggio quando De La Cruz si era presentato nell'appartamento che la donna condivideva con altre persone tra cui la figlia della vittima e la nipote dell'aggressore. Quando aveva capito che tutti i suoi sforzi erano inutili, il 55enne aveva afferrato il coltello che si portava appresso aggredendo la donna con 21 fendenti. La figlia della Rodriguez, nel tentativo di aiutare la madre, era rimasta a sua volta ferita ed era stata portata in ospedale da dove era stata dimessa con una prognosi di 20 giorni.

Nel corso dell'interrogatorio di garanzia De La Cruz, in lacrime, aveva confessato il delitto giustificando però il porto del coltello sostenendo di averlo con sè in quanto lo aveva utilizzato per mangiare durante il suo viaggio verso la Riviera. Il 55enne, poi, si era detto pentito per l’omicidio aggiungendo di aver perso la testa e di aver agito d’impulso al rifiuto della Rodriguez di accettare l’anello con il quale voleva sposarla.

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