Arriva l'ufficiale giudiziario per lo sfratto, professionista si lancia nel vuoto

Dramma nella mattinata di lunedì quando l'ingegnere Maurizio Marcaccini ha deciso di compiere il gesto estremo

Avrebbe dovuto consegnare le chiavi del proprio studio professionale, dal quale era stato sfrattato dopo una causa in Tribunale, lunedì mattina ma all'arrivo dell'ufficiale giudiziario non ha risposto al campanello e, poco dopo, si è sentito un tonfo sordo. E' morto così, gettandosi dal tetto della palazzina di via Tristano e Isotta, l'ingegnere 52enne Maurizio Marcaccini che si è tolto la vita nella mattinata di lunedì. Il professionista, secondo quanto emerso, avrebbe dovuto lasciare il suo studio e pare che non fossero emersi dei problemi dopo la sentenza che aveva perso proprio in merito al locale nella zona dei Padulli nel quale sarebbe dovuto subentrare un notaio.

Al momento dell'esecuzione dello sfratto, tuttavia, Marcaccini ha lasciato le stanze ed è salito sul tetto della palazzina per poi lanciarsi nel vuoto da oltre il terzo piano e finire nel cortile laterale dell'edificio. I presenti hanno dato l'allarme e, sul posto, oltre ai vigili del fuoco sono accorsi i mezzi del 118 e i carabinieri. I sanitari, tuttavia, non hanno potuto fare nulla e il medico ne ha dichiarato il decesso.

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