Ufficialmente malato ma lavorava come buttafuori, agente della penitenziaria nei guai

Il poliziotto è stato rinviato a giudizio così come il medico che ha firmato il certificato dove attestava l'indisponibilità del suo paziente a presentarsi in carcere per lavorare

Ufficialmente era a casa ammalato ma, invece che starsene a letto con aspirine e antibiotici, un agente della polizia carceraria in forza alla casa circondariale "Casetti" di Rimini andava a lavorare come buttafuori nei locali della movida riminese. A finire nei guai è stato un assistente capo 48enne, rinviato a giudizio dal gup del Tribunale di Rimini, e il suo medico di base che aveva firmato il certificato dove attestava come il suo paziente fosse affetto da cefalea e tracheite in forma talmente tanto grave da non potersi presentare sul luogo di lavoro. Secondo gli inquirenti, che avevano indagato nel 2011 in seguito ad una denuncia, l'agente della penitenziaria aveva prestato servizio, tra il 12 e il 21 agosto del 2011, come buttafuori in una discoteca della Riviera dove poi era stato riconosciuto e denunciato.

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