Un caffè solidale per regalare mammografie a chi ne ha più bisogno

Un successo l'iniziativa della titolare del Caffè Milano di Riccione che ha avviato la raccolta bemefica

“Così tanto inaspettato che mi scoppia il cuore!”. Queste le parole di Giulia Stumpo, 24 anni, titolare del Caffè Milano a Riccione paese. In occasione del Giro d’Italia a Riccione, ha deciso di organizzare una raccolta fondi per pagare delle mammografie a donne che non possono permettersele e non hanno magari il tempo di aspettare i tempi del servizio sanitario nazionale.

“Il web è impazzito, solo dopo qualche ora avevo più di 800 condivisioni su Facebook. Non me l’aspettavo, è stato bellissimo. La prima mattina dopo la notizia, alcuni tra i miei clienti abituali mi hanno chiesto di dare la possibilità a chi volesse di donare più di un caffè, cosi ho messo un barattolo sul bancone: in meno di una settimana abbiamo raccolto 145 euro in aggiunta a quelli che avrei comunque devoluto io”. Il ricavato, ossia l’equivalente di 5 visite + mammografie in 3D, verrà donato alla “Banca delle Visite”, un’organizzazione che darà la possibilità, a chi ne ha bisogno, di poter usufruire di una visita gratuita. Oggi era presente Antonello ceci, arrivato appositamente da Formello (Roma) per ringraziare questa giovane ragazza. Questa associazione ha la sua sede romagnola proprio a Riccione, referente Gabriele Maestri, dove è possibile rivolgersi in caso di necessità 366.1506436. A questa iniziativa ha collaborato anche il Centro Mammografico Sant’Agata di Rimini offrendo la loro diretta collaborazione. Era presente il Vice Sindaco Laura Galli che ha espresso le congratulazioni dell'Amministrazione comunale.

“Cosa mi ha commosso? Il signore che è venuto appositamente da Rimini per bere un caffè e anche il ragazzo che mi ha detto: ”Grazie di quello che fai, se qualcun altro lo avesse fatto tempo fa, magari avrei ancora la mia mamma…” Mi hanno commosso le persone entusiaste, chi ha detto grazie, chi ha bevuto un caffè in più o chi ci ha rinunciato imbucando un euro nel barattolo. Sono stata felice di vedere ancora del buono, e constatare che dei singoli possano diventare un tutt’uno davanti a una buona causa”.

Alla domanda “Perché?” Giulia risponde così: ”Secondo me il bello di tutto questo non è solo il fine reale, ma ciò che c’è attorno. Tutti nasciamo buoni, sensibili, attenti, premurosi, basta guardare i bambini e la loro innocenza. Solo che tante volte, troppe, la vita, le difficoltà ci fanno scordare di tutto questo, quasi ci dimentichiamo cosa vuol dire davvero amare qualcuno, la vita: che non è pretendere ne aspettarsi nulla in cambio. Il cuore è un muscolo e come tale andrebbe allenato, dovremmo fare più spesso la palestra del cuore. Anche se pensiamo che solo uno non basti, che sia poco, che da soli  non possiamo cambiare le cose…Ricordiamoci che il vero cambiamento comincia da noi stessi".

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