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Giovedì, 19 Maggio 2022
Cronaca

Un "Dream team" per diventare capitale della Cultura. Oltre le spiagge, Rimini vuole essere città d'arte

Il sindaco Sadegholvaad annuncia la squadra che si occuperà del rilancio culturale della città. I musei vanno a Giovanni Sassu, già direttore dei Musei Civici di Ferrara. A Nadia Bizzocchi la direzione della biblioteca

Il sindaco Sadeghovaad lo ha definito il suo “Dream team” in chiave culturale. Si tratta del nuovo gruppo di lavoro che sarà chiamato a giocare il 2° tempo della cultura riminese. “Dopo aver nel 1° tempo realizzato i contenitori culturali, ora bisognerà valorizzarli e mettere in campo le nuove idee”, dice il sindaco. Con parecchie novità: tornerà nel 2023 la Biennale del Disegno, si vuole costruire un quadrante della cultura e il team dovrà costruire il dossier per candidare Rimini Capitale della Cultura o nel 2025 o nel 2026. “E’ una riflessione in corso – spiega il sindaco Jamil Sadegholvaad -, in virtù che meritatamente e mi complimento, ma questo non ci aiuta per questioni di vicinanza territoriale, Pesaro è stata designata capitale per il 2024”. Rimini crede molto nello sviluppo della sua rete culturale, come valore aggiunto rispetto al turismo balneare. Con l’obiettivo di rendere la città viva e attrattiva durante tutto l’anno.  Ci sono poi degli anniversari da valorizzare, per dare identità al territorio: cadranno nel 2023 i 50 anni dall’uscita di Amarcord, i 150 anni dalla realizzazione del Kursaal e i 40 anni dall’apertura del grande locale Bandiera Gialla.

La squadra del “Dream team” culturale vede l’ingresso da pochi giorni di Giovanni Sassu, già direttore dei musei civici di Ferrara e ora direttore dei Musei di Rimini. Altra novità è la promozione di Nadia Bizzocchi nel ruolo di direttrice della Biblioteca Gambalunga. È entrata in Gambalunga nel 1988 e si è a lungo occupata dello studio e della valorizzazione e fruizione delle collezioni della biblioteca, accompagnando la trasformazione digitale dei servizi bibliotecari. “L’obiettivo è quello di valorizzare le energie che ci sono nella nostra in città, l’amore per la nostra biblioteca e la consapevolezza diffusa del valore della lettura - sottolinea Nadia Bizzocchi – L’intenzione è quella di far vivere la Gambalunga sempre più come luogo dove fare incontri stimolanti, dove far rigenerare le idee, come luogo della città e dei suoi cittadini. Una linea di azione può essere il patto per la lettura, strumento che coinvolge librerie, associazioni, editori, scuole. mappatura delle biblioteche di quartiere. Si proseguirà poi con la valorizzazione delle collezioni storiche, con la digitalizzazione. Inoltre c’è la volontà di mappare e costruire i rapporti con le biblioteche di quartiere”.  

Storico dell’arte e uomo di museo, Giovanni Sassu dal 4 aprile è il nuovo direttore dei Musei di Rimini. Arriva da Ferrara, dove è stato responsabile dei Musei di Arte Antica e direttore del Museo della Cattedrale di Ferrara. “Non esiste un museo civico senza il territorio. – spiega Sassu - Non esiste un museo civico senza il territorio. Non a caso, le opere che un museo custodisce quasi sempre provengono dal territorio in cui questo si trova o da una terra limitrofa. La missione principale, a mio avviso, consiste proprio nell’alimentare il legame tra i Musei e il tessuto nel quale sono immersi, raccontando le opere e stimolando all’interno della comunità un senso di appartenenza verso i musei civici. C’è una consapevolezza particolare della forza e delle potenzialità della cultura museale. Quello che vorremmo fare noi oggi, con Musei di Rimini, è rafforzare appunto questa identità, questa conoscenza”.

Silvia Moni, dirigente settore del settore sistemi culturali di città, traccia l’obiettivo per il Teatro Galli, che lo porterà a diventare il “settimo teatro di tradizione della Regione – sottolinea – Un lavoro che prosegue dal 2020 e che grazie alle collaborazioni avviate ci consente di accedere già oggi al finanziamento del Fus e della Regione. Ricordo che il Teatro Galli è stato il teatro capofila di una coproduzione operistica, l’Aroldo, un vero banco di prova brillantemente superata”.

Laura Fontana, responsabile della direzione dei Teatri, dal 1994 a oggi si è sempre occupata di politiche culturali e teatrali, del coordinamento del personale dei teatri e della Stagione di Prosa e di Danza di Rimini. “Anche nel periodo di Covid, i nostri teatri non hanno mai sospeso la loro attività di produzione e allestimento di spettacoli, di registrazioni, di prove e residenze artistiche, continuando a funzionare come luoghi per la creatività e di produzione di eventi culturali.  Vogliamo valorizzare la dimensione partecipativa. Il riscontro della stagione di prosa e danza appena conclusa ha confermato l’affetto del pubblico, capace di apprezzare anche le proposte più sperimentali”.

Marco Leonetti, è al servizio dal 1997 della Cineteca comunale e oggi è responsabile del Fellini Museum, progetto che sintetizza le politiche culturali della città, in tre aspetti. “Ripensare i luoghi, come piazza Malatesta, il Castel Sismondo, il Palazzo del Fulgor; la memoria nel futuro: il 2023 sarà un anno pieno di ricorrenze, a partire dai 50 anni di Amarcord, l’occasione per riflettere sul nostro passato affinché possa esserci utile per progettare il futuro.  Infine interconnessione e dialogo: vogliamo rafforzare i rapporti con attori come Visit Rimini, con gli operatori del turismo, per portare Fm fuori dal suo perimetro e rafforzare la promozione”.
 

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