Un escursione per riscoprire l'oasi di Montebello, nasce un comitato di difesa

“Per questo il neo Comitato per l’oasi di Torriana e Montebello supportato da alcune associazioni ambientaliste promuove una passeggiata per conoscere i  nuovi confini dell’oasi faunistica aperta alla caccia dopo quasi 30 anni"

Domenica 4 agosto, alle ore 9,30 incontro presso il cimitero di Montebello, parte una passeggiata di circa tre ore, con rientro verso le ore 13 e pranzo al sacco alla scoperta dell’Oasi di Montebello. La guida e gli approfondimenti naturalistici, storici e ambientali sono a cura, tra gli altri, di Domenico Eusebi, Fabio Maroncelli e Riccardo Santolini. A organizzare l’evento è il comitato per l’Oasi di Montebello, che lamenta: “E’ nel 1992 la costituzione dell’oasi di Protezione della Fauna di Torriana Montebello. Area strategica da un punto di vista faunistico perché affacciata alla pianura Padana e collegata con le propaggini di una regione biogeografica mediterranea che raggiunge in Valmarecchia i suoi estremi settentrionali. Tanto importante che nel 1995 diventa SIC (Sito di Importanza Comunitaria) cioè l’Unione Europea ne decreta il valore a causa della presenza di specie animali e vegetali rare e peculiari per il territorio non solo locale. Tanto importante che in un certo momento era ascesa al rango di proposta di Riserva Naturale ma che cadde per la mancanza di capacità e di lungimiranza. O forse perché già si intravedeva la possibilità di gestire opportunità che con la salvaguardia del territorio avevano poco a che fare?”.

“Questa domanda diventa una fastidiosa mosca al naso. Ma arriviamo alla sciagurata Delibera Regionale n.557 dell’8 aprile 2019 in cui si riperimetrano le oasi ma non aumentandone la funzionalità. Dagli 852 ettari del 1992 siamo passati a 1/3 circa (326 ettari) riducendo l’area con motivazioni discutibili e inconsistenti: Le emergenze faunistiche che avevano portato alla istituzione dell’Oasi (in particolare la presenza dell’Albanella, la tutela dell’unico nucleo consistente di capriolo esistente in Provincia di Rimini all’epoca e la salvaguardia dell’istrice) non sono ormai più attuali; l’Albanella, a causa dell’elevata presenza di cinghiali, non è più presente da tempo ed il capriolo e l’istrice sono ormai ampliamente diffusi in tutto il territorio provinciale). In tutti questi anni non c’è stato un piano di gestione dell’Oasi che abbia definito equilibri ecologici e indirizzi di gestione che andassero a incrementare habitat e specie. La Regione dice che non c’è più nulla quando è proprio lei (regione/provincia) che non ha mai fatto nulla perché eventualmente ci fosse qualcosa. Ma sappiamo che la Natura non ha bisogno dell’uomo e oltre a incrementarsi le popolazioni di molte specie protette, ci sono censimenti nazionali di naturalisti professionisti che segnalano la presenza delle specie supposte scomparse e molte altre presenze, come due coppie di Falco pellegrino nidificanti proprio dove si vuole aprire l’oasi alla caccia. Viene il sospetto che dietro queste povere motivazioni che favoriscono apparentemente i cacciatori per di più di cinghiali ci sia altro. Troppo vicino è la discarica di Ginestreto che sta finendo la sua capacità…e a pensar male si fa peccato ma spesso ci si prende”.

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“Per questo il neo Comitato per l’oasi di Torriana e Montebello supportato da alcune associazioni ambientaliste (WWF, Umana dimora, DnA Rimini), promuove una passeggiata per conoscere i  nuovi confini dell’oasi faunistica aperta alla caccia dopo quasi 30 anni di conservazione in modo da essere consapevoli di come vengono usati i beni comuni e di quali possono essere i rischi”
 

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