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Un mare d'erba abbraccia Castel Sismondo: conclusi i lavori esterni con apertura al pubblico

Con i lavori c'è stata la riprofilatura del tratto di via Circonvallazione occidentale, con un nuovo marciapiede alberato, illuminazione, nuovi stalli moto e parcheggi per auto

Un nuovo manto erboso cinge Castel Sismondo, una nuova oasi verde aperta al pubblico. E' stato concluso giovedì l'intervento di riqualificazione esterna della fortezza, terzo stralcio del Museo Fellini. Sono state rimosse le barriere protettive che ancora proteggevano il manto erboso dove fino allo scorso anno c’era solo asfalto. Con questo nuovo step, l’area dell’antico fossato e le mura della fortezza esterne alla Corte del Soccorso di Castel Sismondo, si chiude la parte dei lavori di riqualificazione esterna alla residenza di Sigismondo Pandolfo Malatesta iniziata sul fronte con la valorizzazione della Corte a Mare (2.100 mq.) a cui aveva fatto seguito, coi suoi 2.600 mq., l’area denominata Giardino del Castello. Oltre a godere del prato calpestabile, diventa disponibile all’utilizzo tutto il tratto ciclo pedonale che lungo via Circonvallazione occidentale riqualificata, dotata di panchine e tavole storico-illustrative, offre ora una passeggiata sicura lungo le mura sigismondee anch’esse oggetto di uno specifico intervento di pulizia, consolidamento e manutenzione.

Con i lavori c'è stata la riprofilatura del tratto di Via Circonvallazione occidentale, con la realizzazione di un nuovo marciapiede alberato, illuminazione pubblica, nuovi stalli moto e nuovi parcheggi per auto, l’intervento è stato capace di dar nuova luce alle mura lato ovest del castello esterne alla Corte del Soccorso valorizzando così l’antico fossato e le mura della fortezza che oggi acquistano nuovo slancio e imponenza. Demolita la precedente rampa, oggi c’è una struttura che conduce alla Porta del Soccorso consentendo, come su di una sorta di moderno ponte levatoio, di accedere alla corte interna del castello.

Un intervento che, dato l’elevato valore dell’area da un punto di vista storico-architettonico-archeologico, è stato condiviso e autorizzato dalla Soprintendenza Archeologica e Belle Arti seguendone le scrupolose indicazioni metodologiche – operative.

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