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Martedì, 18 Gennaio 2022
Cronaca

Un progetto triennale da 270mila euro con la Fondazione per la riformazione universitaria

L’obiettivo è valorizzare i diversi finanziamenti che a livello comunitario, nazionale e regionale, ricadono sul settore, per arrivare a un’offerta terziaria professionalizzante sempre più adeguata alla domanda di competenze e professionalità

Rafforzare e qualificare le connessioni tra Atenei, Istituti tecnici superiori e imprese del territorio, analizzando le necessità del sistema produttivo e programmando così con precisione l’offerta formativa, puntando in particolare sulle attività di orientamento e informazione. Sono i cardini di un progetto triennale che la Regione ha affidato alla Fondazione per la formazione universitaria a orientamento professionale, finanziandolo con 270mila euro per le attività da qui al 2023.

Solo qualche mese fa il varo delle prime ‘passerelle’, cioè i percorsi che permettono il passaggio tra Its, Istituti tecnici superiori post diploma e corsi di laurea a indirizzo professionale. Ora la Regione, per aumentare la diffusione della cultura tecnica, insiste sull’individuare linee di azione condivise, con la piena collaborazione di Atenei e Fondazioni Its ma nel rispetto della loro autonomia educativa. L’obiettivo è valorizzare i diversi finanziamenti che a livello comunitario, nazionale e regionale, ricadono sul settore, per arrivare a un’offerta terziaria professionalizzante sempre più adeguata alla domanda di competenze e professionalità richieste dal sistema imprenditoriale locale.

Due i principali passaggi di cui si occuperà la Fondazione per la formazione universitaria a orientamento professionale: rafforzare le “passerelle” come leva fondamentale di sviluppo che aiuta a colmare il gap di competenze e di laureati, garantendo il riconoscimento del percorso formativo in caso di cambio, e sostenere l’orientamento in uscita e l’accompagnamento all’ingresso nel mercato del lavoro, sviluppando l’utilizzo dell’apprendistato di terzo livello, caratterizzato da una forte interazione tra l'impresa e l'istituzione formativa. In questo momento in Emilia-Romagna sono già attivi sei corsi di laurea professionalizzanti che dal prossimo anno potrebbero diventare nove, attraverso le richieste di attivazione che gli Atenei dell’Emilia-Romagna stanno elaborando.

“Con la sottoscrizione del Patto per il Lavoro e per il Clima la Regione e tutti i firmatari hanno condiviso un progetto di rilancio e sviluppo dell’Emilia-Romagna fondato sulla conoscenza e sui saperi - afferma l’assessore regionale all’Università e alla Ricerca Paola Salomoni -. Un risultato che può essere conseguito rafforzando e innovando l’offerta formativa, rendendola capace di fornire alle studentesse e agli studenti competenze tecniche e professionali per sostenere un’occupazione di qualità. Per questo uno dei nostri obiettivi è rafforzare la formazione terziaria in ambito tecnico e professionalizzante, supportandola per aumentare il numero dei laureati e incentivando le ‘passerelle’ tra i percorsi. A ciò aggiungiamo azioni di orientamento, analisi dei fabbisogni e programmazione dell’offerta, orientamento in uscita e accompagnamento all’ingresso nel mercato del lavoro con lo sviluppo dell’apprendistato di Terzo Livello”.

“Oggi in Italia la richiesta di laureati nelle professioni tecniche è in forte crescita e i nuovi percorsi di laurea a indirizzo professionale sono progettati per rispondere a questa domanda del mondo produttivo, e consentire alle nuove generazioni di intraprendere un percorso professionale facilmente spendibile e con ottime prospettive occupazionali e di carriera - afferma il presidente della Fondazione per la formazione universitaria a orientamento professionale, Francesco Ubertini -. Attraverso la sinergia con la Regione è possibile mettere in filiera la formazione universitaria con quella degli Its, in un modello originale che questa regione propone al Paese e che consente di cogliere le sfide future”.

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