Un sangiovese di Rimini eletto miglior vino delle cantine sociali italiane

È il Sangiovese delle Rocche Malatestiane “I Diavoli”, annata 2014 ad ottenere a Nonantola il riconoscimento di migliore vino tra quelli prodotti dalle cantine sociali del nostro Paese.

È il Sangiovese delle Rocche Malatestiane “I Diavoli”, annata 2014 ad ottenere a Nonantola il riconoscimento di migliore vino tra quelli prodotti dalle cantine sociali del nostro Paese. Il premio è stato assegnato oggi a Nonantola durante la 3^ edizione del “Premio Gino Friedmann”, la manifestazione dedicata ai prodotti nati tra filari e cantine del movimento cooperativo. Insieme a “I Diavoli” condividono il primo posto nell’apprezzamento nella giuria di degustatori, un altro vino dell’Emilia Romagna, il Lambrusco dei produttori di Carpi e Sorbara e a confermare come le etichette delle cantine sociali raggiungano elevati valori quantitativi lungo tutto lo stivale, terzo ex equo per un Cerasuolo d’Abruzzo (Tollo).
 
Infatti, cooperative e cantine sociali si sono ormai lasciate alle spalle un passato fatto solo di grandi quantità produttive. Oggi i loro vini sono di qualità elevata, spesso molto elevata. Nascono da un modello filiera sostenibile profondamente legata alla storia, alla cultura e al tessuto sociale e economico dei luoghi dove nascono. Rappresentano l’autentica novità dell’enologia italiana e riescono a coniugare i valori di solidarietà alla base del movimento cooperativo con le esigenze dei consumatori e la capacità di stare sul mercato nazionale e internazionale da veri protagonisti.
 
A organizzare, il Premio Gino Friedamann è stata l’associazione ÆMILIA Storie di territori e di comunità in collaborazione con Comune e la Partecipanza Agraria di Nonantola, nata per la valorizzazione della storia e del patrimonio culturale del territorio e delle comunità emiliano-romagnole. A seguire temi e contenuti dell’evento e delle degustazioni è, invece, il giornalista enogastronomico Giorgio Melandri (Gambero Rosso), curatore di “Enologica” e “Vino a Memoria” a Bologna e di “Tutti Pazzi in città” a Faenza. “Quasi inevitabile dedicare a Gino Friedmann un premio/rassegna sul vino cooperativo, con lui nasce nel 1913 la Cantina Sociale Cooperativa di Nonantola e nel 1922 fu lui a dare il via alla costituzione della Federazione Nazionale delle Cantine Sociali di cui assunse la presidenza. È il primo capitolo di una storia che arriva fino a oggi – spiega Giorgio Melandri – Oggi la novità nel vino italiano sono proprio le cantine sociali. Ci offrono vini di grande qualità e noi giornalisti abbiamo il compito di comunicare questa novità. Il premio di Nonantola ha questo obiettivo: fare conoscere quanto sta avvenendo nel vino cooperativo del nostro Paese”.

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