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Domenica, 29 Maggio 2022
Cronaca

Una lunga serie di maltrattamenti e minacce di morte, l'accoltellatore aveva il divieto di avvicinarsi all'ex moglie

Dopo la separazione la donna, per sfuggire alla persecuzione del marito che la seguiva ovunque, si era rifugiata all'estero ma al suo ritorno la situazione è precipitata

Non era uno sconosciuto alle forze dell'ordine l'albanese 54enne che, nella giornata di martedì 22 febbraio, ha accoltellato l'ex moglie 42enne, il presunto nuovo compagno di lei e la sorella di quest'ultimo ferendo in maniera molto grave i primi due. Lo straniero, infatti, era già finito nei guai a causa della sua folle gelosia nei confronti dell'ex tanto che in passato era stato già arrestato per i suoi comportamenti violenti. Nonostante all'epoca il pubblico ministero Davide Ercolani che aveva seguito l'inchiesta avesse chiesto la custodia cautelare in carcere, l'uomo era stato rimesso in libertà dal gip che aveva disposto il divieto di avvicinamento alla vittima che era già stata minacciata di morte. Le prime violente aggressioni risalgono alla fine del 2020 quando, in una occasione, il 54enne aveva aggredito la donna alle spalle e solo per un caso fortuito la signora era riuscita a chiudersi in bagno per evitare il peggio mentre il marito la minacciava urlandole "io non ti ammazzo solo perché sei la mamma dei miei figli, se tu mi denunci io vado ad ammazzare tuo fratello e tua sorella che vivono in Albania, hai una settimana di tempo per andare via dall’Italia”. Non erano mancati i pedinamenti e, nonostante la vittima lo implorasse di lasciarla in pace dal momento che si erano separati, l'ex continuava a picchiarla fino a costringerla una prima volta a lasciare l'Italia per raggiungere dei parenti all'estero.

Al rientro, però, le cose non erano migliorato e anche una volta rientrata nel nostro Paese i comportamenti dell'uomo non erano migliorati tanto da essere costretta a non uscire di casa e a recarsi solo nei luoghi che l'ex marito le diceva. A questo si aggiungevano numerose telefonate di controllo a la minaccia di “ti strappo il passaporto e il permesso di soggiorno”. In una occasione, poi, vedendo che il cellulare della donna suonava e che lei non rispondeva aveva nuovamente dato in escandescenza urlando "se non richiami il numero ti brucio viva, se mi denunci e mi mettono in carcere quando esco ti ammazzo”.

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