Unindustria e sindacati strigliano il Comune di Rimini a fare piè e meglio

Stretto il "patto di piazza Cavour" per rilanciare le attività economiche della città e combattere la crisi sempre più strisciante

La crisi apre scenari nuovi a Rimini. Così industriali e sindacati stringono il "patto di piazza Cavour" in ottica rilancio. Nella sede di Unindustria mercoledì, in centro storico, a una sola voce strigliano l'amministrazione a fare più e meglio. Gli ultimi dati economici non registrano l'auspicata inversione di tendenza, segnalano, e intanto il Piano strategico è fermo, le tasse locali "aumentano" e il settore costruzioni ha dimezzato i suoi volumi dal 2008. Per questo, spiega alla stampa il presidente di Unindustria Rimini, Paolo Maggioli, "oggi siamo assieme al mondo sindacale. E' molto positivo: in un momento come questo di crisi persistente e di difficoltà a trovare la via d'uscita serve la massima collaborazione". Da qui la richiesta congiunta alla Pubblica amministrazione per una "maggiore attenzione al lavoro, all'industria manifatturiera e all'edilizia", dando via a "uno, due, tre progetti. Se investe, i privati gli andranno dietro".

Maggioli pensa in primo luogo alla riqualificazione del lungomare, "Riccione, Cattolica, Bellaria e Gatteo sono partiti. Ce lo meritiamo anche noi. Si inizi con un primo step". Così come al sistema fognario: "Qui ci siamo mossi, speriamo che i tempi vadano di pari passo con i programmi". Certo, stigmatizza, "serve a poco discutere di un assessore riminese o meno nella nuova giunta regionale". Il presidente degli industriali riminesi auspica anche una diminuzione delle tasse locali, la pressione è ormai "insostenibile" per le aziende, segnalando la portata "troppo limitata" della no tax area. Non solo. "La burocrazia è un massacro". Ben vengano invece le politiche di area vasta. Anche se servono controlli. In tema di sanità, conclude, "la nostra azienda aveva i conti migliori. Serve dunque un controllo fatto da tecnici perchè non sempre il grande è migliore per economicità e buon andamento".

Graziano Urbinati, segretario Cgil, al fianco di Maggioli, concorda sulla inedita alleanza. "E' il segno dei tempi. Il lavoro è la nostra ossessione e dovrebbe essere il primo punto dell'agenda politica. Ma non mi pare che lo sia". E si porta invece avanti una "diatriba" sul componente riminese nella neo giunta regionale. L'economia, prosegue, riparte dall'edilizia, non attraverso nuove costruzioni e ulteriore consumo del territorio, ma dalla riqualificazione, di alberghi, scuole, edifici pubblici e periferie agricole. "A fine anno - conclude - sfioreremo le 10 milioni di ore di cassa integrazione ma ancora non c'è il rinnovo dell'accordo con le banche per l'anticipo. Attendiamo notizie. Il presidente della Provincia batta un colpo".

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Anche il segretario generale della Cisl Romagna, Massimo Fossati, sottolinea la "grande novita'" di "un'alleanza tra le forze positive del territorio affinchè ci sia una cabina di regia forte da parte dell'amministrazione". Per poi stigmatizzare il mancato utilizzo dei 300.000 euro del fondo per l'accompagnamento al lavoro. Si è fatto "poco niente" concorda il segretario provinciale Uil, Giuseppina Morolli. "Oggi diamo un segnale positivo - sottolinea - occorre puntare sul lavoro, ma la classe dirigente politica latita". Per cui "basta alle passerelle. Servono pragmatismo e concretezza". E particolare attenzione all'edilizia, ribadisce il presidente di Ance Rimini, Ulisse Pesaresi: "La riduzione è vicina al 50% e ne risente l'80% dei settori. Occorre dunque mettere mano alla riqualificazione e alla pianificazione", rivendendo normative sugli appalti per cantierarli "in fretta", preferibilmente a ditte locali, senza la filosofia del massimo ribasso.

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