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Giovedì, 29 Settembre 2022
Cronaca Santarcangelo di Romagna

Unione dei Comuni ammessa al percorso di formazione di Anci per realizzare un Osservatorio sociale della Valmarecchia

L’obiettivo è definire percorsi integrati per creare strumenti di risposta ai nuovi bisogni, focalizzandosi non solo sui giovani, ma sui nuclei familiari e sulle comunità di appartenenza

 C’è anche l’Unione dei Comuni della Valmarecchia tra gli enti ammessi al percorso di formazione e accompagnamento promosso da Anci sugli interventi rivolti ai Neet (Not in employment, education or training, ovvero giovani che non studiano, non lavorano e non frequentano corsi di istruzione o formazione). Essendo stata accolta la manifestazione d’interesse inoltrata in seguito all’avviso pubblico emanato da Anci, l’Unione dei Comuni parteciperà al percorso di 3/4 mesi al termine del quale gli enti che vi hanno preso parte avranno la possibilità di presentare proposte progettuali, da candidare al cofinanziamento del fondo Politiche giovanili in risposta a un successivo avviso. La proposta dell’Unione dei Comuni per prendere parte al percorso formativo prevede l’avvio di un Osservatorio sociale di vallata in partnership con terzo settore e Ausl Romagna. Per gli adolescenti – che rappresentano il 30 per cento della popolazione della Valmarecchia – si propone in particolare il progetto “Teen-think, riattiviamo il futuro”, anche per far fronte all’incremento di giovani non scolarizzati e non impiegati in attività lavorative rilevato dall’Osservatorio regionale infanzia e adolescenza.
 
L’obiettivo è definire percorsi integrati per creare strumenti di risposta ai nuovi bisogni, focalizzandosi non solo sui giovani, ma sui nuclei familiari e sulle comunità di appartenenza. La nuova progettualità si inserisce in un percorso già in essere, con l’intento di consolidare le esperienze fin qui maturate: per il sostenere ragazzi e ragazze dentro e fuori dalle scuole, infatti, l’Unione stanzia annualmente oltre 600mila euro, destinati a servizi di aggregazione, gruppi educativi territoriali e centri per le famiglie. Presidi come l’Educativa di strada e la Comunità educante territoriale, insieme a strumenti come il Servizio civile universale, consentono infatti l’attivazione di percorsi che comprendono tra l’altro anche la formazione e la ricerca attiva del lavoro. Più in generale, il compito dell’Osservatorio sarà svolgere e coordinare attività di ricerca, valutazione e monitoraggio sulla situazione sociale della Valmarecchia, per fornire un supporto conoscitivo all’Unione di Comuni e a tutti i soggetti pubblici e privati che operano nel settore. L’attività dell’osservatorio dovrà da un lato implementare un lavoro comune di monitoraggio e di conoscenza del territorio e dall’altro individuare con maggiore precisione ambiti di intervento e competenze disponibili, per evitare sovrapposizioni o, al contrario, mancanze nell’offerta di servizi.

 
L’Osservatorio dovrà acquisire un’importanza strategica come luogo di confronto, collaborazione e coordinamento tra soggetti che operano nei diversi ambiti, portatori di esperienze e competenze complementari, per creare una più efficace circolazione di informazioni e di progettualità. La struttura avrà quindi una valenza non solo tecnica, ma anche “culturale”, offrendo l’opportunità di costruire un luogo di ascolto, un sensore efficace, capace di attivare circoli virtuosi di feedback tra domanda e offerta di servizi, tra fabbisogno sociale e risposta del territorio. In sostanza, l’Osservatorio si dovrà connotare come un insieme di attività (organizzative, formative, informative, promozionali, scambio di esperienze, socializzazione, ecc), stabilizzate nel tempo e coordinate organizzativamente, volte a monitorare e analizzare un determinato fenomeno sociale complesso, focalizzando su di esso l’attenzione di responsabili pubblici, operatori sociali e cittadini. Tre, dunque, i macro-obiettivi dell’Osservatorio: studio e monitoraggio della realtà sociale, programmazione e valutazione degli interventi, coordinamento e partecipazione. Tale attività risulterebbe particolarmente utile sia per una ridefinizione del welfare locale sia per migliorare la qualità, l’efficacia, l’efficienza e l’economicità dei servizi attualmente resi.

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