Unioni omosessuali, l'Arcigay: "L'apertura del sindaco non resti solo una promessa"

"Caro Sindaco, gli impegni del mese scorso sulle unioni omosessuali non siano la classica "letterina delle buone intenzioni di Capodanno": a richiamare il sindaco alle sue promesse è Marco Tonti, vicepresidente dell'Arcigay "Alan Turing" di Rimini

“Caro Sindaco, gli impegni del mese scorso sulle unioni omosessuali non siano la classica "letterina delle buone intenzioni di Capodanno”: a richiamare il sindaco alle sue promesse è Marco Tonti, vicepresidente dell'Arcigay "Alan Turing" di Rimini. Il mese scorso il Consiglio comunale di Rimini ha approvato l'istituzione del registro delle unioni civili. Ricorda Tonti: “Era già stato fatto un tentativo prima del 2000, a quel tempo respinto, con l'astensione del Sindaco di allora Giuseppe Chicchi. Bisogna dare atto a Gnassi di aver sanato quella ferita istituzionale col suo voto favorevole lo scorso 4 dicembre alla proposta di delibera per l'istituzione del registro delle unioni civili a Rimini. Arcigay Rimini era presente, insieme con molte coppie omosessuali, a quella riunione del Consiglio. E bisogna anche riconoscere a Gnassi di aver preso una posizione personale favorevole molto netta nei confronti delle trascrizioni dei matrimoni omosessuali celebrati all'estero”.
 

Tuttavia al momento però sia la mozione che istituisce il registro delle unioni civili che l'impegno del Sindaco sulle trascrizioni sono niente più che una classica letterina delle buone intenzioni “come se ne fanno tante in preda ai sensi di colpa prima di Capodanno, e che spesso vengono dimenticate (quando non smentite) già il primo gennaio”, sempre l'Arcogay.
 

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Ed infine: “Ricordiamo al Sindaco, come pubblicato anche sulla stampa locale, che sono molte le coppie omosessuali riminesi in attesa di riconoscimento e di tutele, che hanno passato queste feste sentendosi una famiglia, magari aprendo i regali sotto l'albero coi loro figli. Sono famiglie che ancora non hanno uno status riconosciuto, e quei figli ancora sono solo di uno dei due componenti della coppia. L'Epifania porterà anche via le feste, ma non porta via il bisogno umano di essere riconosciuti e tutelati come famiglie e come pezzi della società. Quello rimane, ed è dovere delle istituzioni riconoscerlo rendendo i propri impegni reali, effettivi e stabili”.

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