Università, il Campus di Rimini sfonda quota 5mila iscritti e punta alla razionalizzazione

L'anno scorso le 1.605 le matricole hanno fatto segnare il "maggior incremento" all'interno dell'Alma Mater

Dal dottorato che parte quest'anno in Scienza e cultura del benessere e degli stili di vita, per aprire il terzo ciclo di studi, dopo lauree triennali e magistrali; alla questione dei nuovi spazi, con l'imminente inaugurazione del complesso Leon Battista Alberti, quasi 13.000 metri quadrate soprattutto di nuove aule. Mentre in primavera arriverà la risposta del ministero sui finanziamenti per la sistemazione di Palazzo Lettimi. Campus universitario di Rimini protagonista questa mattina in commissione consiliare in Comune con l'audizione di Sergio Brasini, da 18 mesi presidente del consiglio di campus, e i vertici di Unirimini, la societa' che sostiene l'insediamento accademico. A livello di numeri Rimini conta 19 corsi di laurea, anche se è in arrivo il ventesimo, una internazionale in prodotti cosmetici, di cui 10 triennali, otto magistrali e una magistrale a ciclo unico. Di queste sei sono in inglese a conferma della "forte vocazione internazionale". Si spazia tra Economia del turismo e sviluppo sostenibile, moda e Scienze motorie, benessere e Scienze mediche. Gli iscritti sono circa 5.000 e l'anno scorso 1.605 le matricole, con il "maggior incremento" all'interno dell'Alma Mater. Per quest'anno, sottolinea Brasini, si attende "una tenuta" se non un "piccolo incremento". Gli studenti stranieri sono l'11%, circa 550, di cui 450 vengono da Paesi fuori dall'Unione europea, San Marino esclusa. Le Nazioni rappresentate sono 77 e la Repubblica popolare cinese stacca tutti con 110 studenti, molto attratti dai corsi di moda ed economia del turismo. A seguire Albania, 80, Romania, 40 e Ucraina, 30.

Il movimento non è però più unidirezionale, "anche i nostri si muovono verso l'estero", l'anno scorso in 150, "un netto incremento". Sono circa 500 i laureati, che riescono prima di altri a trovare lavoro: per le triennali dopo un anno è occupato il 57,4%, rispetto al 40,9% di Unibo e al 38,2% a livello italiano; per le magistrali le percentuali sono 56,9%, 52,5% e 48,9%. Altri numeri: in tutto sono quasi 21.500 i metri quadrati coperti da 32 aule con 2.546 posti; 30 lavoratori con 114 postazioni; 12 lavoratori didattici con 223 postazioni; una biblioteca con 100 postazioni e cinque sale studio; uno studentato con 90 posti letto; due sale studio con 10 postazioni; 237 uffici amministrativi. Infine 148 docenti con sede di servizio, circa 500 quelli totali, e 105 tecnici amministrativi. Il campus, prosegue Brasini, spinge molto sulla "caratterizzazione identitaria", integrata con le vocazioni del territorio e "non duplicata" con Bologna. Da qui l'opera di razionalizzazione in Scienze motorie, con la novità assoluta della magistrale internazionale in Wellness culture, sport, health and tourism. Intanto crescono gli iscritti a Cultura e tecniche della moda. E' in corso "un'attività di riprogettazione" per dare maggiore "distintivita'" alla sede e tenendo conto delle "prospettive occupazionali". Da qui il nuovo dottorato con cui "cui ci auguriamo di completare il percorso di consolidamento dell'attività di ricerca" e consentire agli studenti migliori di scegliere o rimanere a Rimini. Brasini sottolinea poi l'importanza del Centro interdipartimentale sul turismo, "un vanto a livello internazionale"; e il Tecnopolo con i due corsi su Energia e ambiente e Meccanica avanzata e materiali. 

Tra i problemi, non nasconde, le aule, non adatte per capienza, e qui interviene il complesso Alberti; la necessità di più docenti, "mancano gli ordinari", occorre arrivare a 200; il non sempre perfetto allineamento delle competenze. Infine il rapporto con Bologna: in tutto sono 33 i dipartimenti, dagli 80 che furono, e di questi quattro sono in Romagna, con otto facoltà su 23. Per cui "il baricentro è spostato verso Bologna e un po' ne è stato pagato l'effetto", ma con i nuovi corsi si valorizzano anche le presenze di docenti. "Noi abbiamo puntato su turismo, moda, benessere, qualità della vita, servizi e sviluppo sostenibile".

Per il campus universitario di Rimini la parola d'ordine è ora "razionalizzazione degli spazi". Infatti, durante l'audizione dei vertici dell'insediamento universitario riminese e di Unirimini questa mattina in commissione in Comune, l'assessore a Ricerca e sviluppo Eugenia Rossi di Schio sottolinea che l'università "è cresciuta a macchia di leopardo". Così ora le sedi sono 15, di cui alcune in affitto, a cui si aggiungono tre edifici di Unirimini. Dunque l'obiettivo è "un percorso di armonizzazione tra disciplina e luogo in cui si studia". Vanno in questa direzione il da poco inaugurato Tecnopolo e il complesso Leon Battista, Alberti per il quale sarà "a breve" il taglio del nastro. E per il quale l'investimento supera i 10 milioni di euro. Per quanto riguarda invece Palazzo Lettimi si è un attesa della risposta al bando del ministero competente. Mentre per la sede del dipartimento di Qualità della vita da 3.500 metri quadrati Unibo stanzierà 10 milioni di euro. L'assessore commenta infine l'uscita del Comune di Riccione da Unirimini: "Spiace che il campus non sia ritenuto vitale, non è un discorso economico".
(Agenzia Dire)

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