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Foto tratta dal web

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Universitari in protesta: "Non ci faremo intimidire dalla polizia"

"Con queste righe siamo a denunciare il clima di emergenza sicuritaria che si è venuto a creare nella nostra città dopo la contestazione di sabato 17 novembre al Ministro degli Interni Cancellieri"

“Con queste righe siamo a denunciare il clima di emergenza sicuritaria che si è venuto a creare nella nostra città dopo la contestazione di sabato 17 novembre al Ministro degli Interni Cancellieri. Mercoledì mattina alcuni funzionari della Digos si sono presentati dalla Preside dell'Istituto commerciale di Rimini chiedendo di convocare presso l'ufficio di presidenza, Francesca, nostra compagna dell'ultimo anno”. L'allarme viene lanciato dal Collettivo Studenti di Rimini.

“Dietro la “visita” degli agenti in borghese presso alcune scuole riminesi vi è il preciso intento di intimidire studenti e studentesse che sabato potrebbero partecipare al corteo studentesco cittadino promosso dal Collettivo Studenti in occasione della giornata di mobilitazione all’interno del mondo della scuola e della formazione, preannunciando la militarizzazione della città. - sostengono in una nota gli studenti - In questo preoccupante quadro di soppressione del dissenso, si inserisce l’annuncio esplicitato qualche ora fa sulla pagina del Collettivo Studenti da parte di Lotta Studentesca (movimento giovanile di Forza Nuova) di voler partecipare al corteo di sabato 24 novembre. È inaccettabile che chi fa dell’odio, della xenofobia, del razzismo e della violenza le proprie pratiche di vita e la propria bandiera politica abbia la pretesa di attraversare la scadenza di sabato prossimo al nostro fianco, in un corteo che in partenza è un corteo antifascista. E ci fa sorridere che Lotta Studentesca ci venga a parlare di apartiticità quando, come sappiamo, sono loro i primi ad essere legati ad un partito, di estrema destra come quello di Forza Nuova”.

“Non accettiamo provocazioni né da parte della polizia né da parte di Lotta Studentesca. Sabato 24 novembre attraverseremo le strade della nostra città in maniera gioiosa e determinata, parlando linguaggi molteplici e opponendoci ai tagli che stanno smantellando la scuola e l’università pubbliche e più in generale, le nostre vite. La scuola che vogliamo è una scuola multiculturale, solidale, aperta, pubblica e laica”, conclude la nota degli studenti.
 

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