Cronaca

Uno Bianca, nuovo permesso ad Alberto Savi. Eva Mikula: "Non era pericoloso come i suoi fratelli"

L'ex poliziotto dal 2017 può usufruire di permessi, benefici di cui non godono i capi della banda Fabio e Roberto

Polemiche per un nuovo permesso premio ottenuto per Natale da Alberto Savi, il minore dei fratelli componenti della Banda della Uno Bianca, che sta scontando l'ergastolo a Padova. L'ex poliziotto dal 2017 può usufruire di permessi regolarmente. Gli altri due Savi, i capi del gruppo, Fabio e Roberto, sono invece in carcere a Bollate (Milano) e attualmente non godono ancora di benefici. "Per il permesso concesso ad Alberto Savi confido nella valutazione del Tribunale di Sorveglianza. Per quanto conosco la persona, dopo tutti questi anni, penso che forse avere dei piccoli permessi non sia così dannoso. Sarebbe al contrario eclatante e ingiusto se anche un solo permesso fosse concesso agli altri due componenti, Fabio e Roberto, loro veramente feroci. Se mai dovessero tornare in libertà, anche per poco, allora sì che mi preoccuperei per la mia vita". Eva Mikula, ex compagna di Fabio Savi commenta all'Adnkronos il nuovo permesso concesso ad Alberto Savi, l'ex poliziotto del Commissariato di Rimini condannato all'ergastolo per i crimini della Uno Bianca

Il permesso ad Alberto suscita la rabbia dei parenti delle vittime che in occasione dei 30 anni dell'eccidio del Pilastro a Bologna hanno annunciato la richiesta di riapertura delle indagini. "Astenendomi da qualsiasi valutazione sui clamori di questi giorni sulle indagini integrative da me svolte dopo l'arresto dei componenti la banda della Uno bianca - dice il sostituto procuratore generale Valter Giovannini, all'epoca pm che seguì indagini e processi sui delitti bolognesi della banda - e auspicando una obiettiva lettura di tutte le carte, una volta che saranno digitalizzate, in generale e senza entrare nel merito del permesso concesso ad Alberto Savi la cui posizione è stata vagliata dalla magistratura di sorveglianza, mi permetto solo di ricordare che sono anni che sostengo come le norme su permessi e liberazione anticipata andrebbero modificate in senso restrittivo. L'associazione vittime della Uno Bianca ha la forza e la credibilità per farsi promotrice di iniziative legislative in tal senso".

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