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Vacanza da nababbo al Grand Hotel, truffatore paga il conto con dati rubati a un turista

Smascherato è passato dal lusso di un 5 stelle alla camera di sicurezza della caserma dei carabinieri

Cinque giorni immersi nel lusso di un appartamento del Grand Hotel di Riccione dove, tra ogni comfort, non ha badato a spese extra fino a far lievitare il conto sopra i 2mila euro ma è stato al momento del pagamente che il truffatore è stato smascherato. Il malvivente, un 19enne di origini magrebine e residente a Ravenna, ha fornito all'albergo i dati di una carta di credito il cui vero titolare si è visto arrivare sul cellulare il messaggio della transazione e ha allertato immediatamente la struttura ricettiva avvertendoli che era in atto una truffa. Sul posto sono così accorsi i carabinieri che, oltre a bloccare il 19enne, sono riusciti a ricostruire l'intera vicenda. Il truffatore, infatti, lavorava come addetto alla reception di un hotel sempre nella Perla Verde dove il titolare della carta aveva soggiornato all'inizio dell'estate. Grazie a questo il malvivente era entrato in possesso di tutti i dati della vittima e li aveva utilizzati per soggiornare al Grand Hotel presentadosi prima come un poliziotto e poi come un medico in servizio per l’azienda sanitaria.

Portato in caserma è emerso che il 19enne era un vero e proprio mago della truffa e in suo possesso sono stati trovati i vari "attrezzi" del mestiere: numerose carte di credito prive dei dati identificativi del titolare e, soprattutto, una divisa da soccorritore del 118 con vari distintivi identificativi delle mansioni sanitarie di “medico”, “autista”, “infermiere” e “soccorritore”, indossate all’occorrenza quando, usurpando i vari titoli, metteva in atto le proprie truffe. Gli inquirenti, infatti, sospettano che il giovane abbia visitato diverse strutture ricettive presentandosi come un professionista in viaggio di lavoro rimborsato dalla propria azienda sanitaria riuscendo a farla franca. Messo alle strette il 19enne, che nonostante l'età ha alle spalle un discreto curriculum criminale che spazia dall’accesso abusivo a sistemi informatici all’indebito utilizzo e clonazione di carte di credito, ha ammesso di avere approfondite conoscenze informatiche, attraverso le quali – ha spiegato ai carabinieri – riesce a navigare nel dark web e ad entrare in possesso di dati sensibili.
 

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