Cronaca

Vaccini aziendali negli hub, coinvolte oltre 70 imprese: se serve pronti per terza dose

"Menzione speciale ai medici della Nuova Ricerca che si sono resi disponibili per la campagna e hanno devoluto i propri compensi per la costruzione di un ospedale in Tanzania"

Sono quasi 400 le imprese romagnole coinvolte dalla campagna vaccinale negli hub interaziendali promossa da Confcooperative Romagna, Confindustria Romagna e Legacoop Romagna. Nei tre poli a Rimini, Ravenna e Forlì hanno trovato risposta alle loro aspettative migliaia di lavoratori del territorio della Romagna, in collaborazione e a integrazione del sistema pubblico organizzato dall'Ausl Romagna. La campagna scattata il 9 giugno si è conclusa il 20 luglio e "fondamentale" è stato il rapporto fra i centri e i responsabili delle associazioni di categoria. A Rimini sono una settantina le aziende coinvolte, 105 a Ravenna e Forlì oltre 200. Il risultato positivo è stato raggiunto anche grazie al buon rapporto con le associazioni promotrici, commentano i responsabili di Ausilio poliambulatorio mediservice di Forlì, e alla collaborazione con le aziende e i lavoratori. "Quello che ci ha mosso ad aderire al progetto è l'obiettivo comune ad uscire dalla pandemia con l'unica arma attualmente vincente".

L'hub di Rimini, aggiunge il referente amministrativo Margherita Neri, era già stato costruito per contribuire alla campagna vaccinale dell'Ausl Romagna: è gestito da un team di segreteria e personale infermieristico che è "il nostro fiore all'occhiello. Se all'inizio eravamo un po' scettici, ci siamo poi piacevolmente ricreduti".
L'attività degli hub potrebbe riprendere più avanti nel caso il governo decida di procedere con una terza dose di vaccino, almeno per i soggetti più fragili e a rischio oppure se si deciderà di compiere uno sforzo ulteriore per recuperare i lavoratori che ancora non si sono vaccinati. "L'impegno è stato grande", conferma l'amministratore delegato di Ravenna Medical Center Elisa Farinella, e il risultato del lavoro fatto è "gratificante".

Margherita Neri evidenzia anche la "Menzione speciale ai medici di Nuova ricerca che si sono resi disponibili per la campagna vaccinale devolvendo i propri compensi ad una nobile causa, la costruzione di un ospedale in Tanzania".

L’attività degli hub potrebbe riprendere più avanti nel caso il governo decida di procedere con una terza dose di vaccino, almeno per i soggetti più fragili e a rischio oppure se si deciderà di compiere uno sforzo ulteriore per recuperare i lavoratori che ancora non si sono vaccinati. «Debbo dire che l’impegno è stato grande – spiega Elisa Farinella, amministratore delegato di Ravenna Medical Center –  ma alla fine il risultato del lavoro che abbiamo fatto è stato gratificante: lo dimostrano i feedback che abbiamo avuto da quanti si sono rivolti a noi per la vaccinazione e hanno riconosciuto la qualità dell’organizzazione. Quando ci è stato chiesto ci siamo resi disponibili, anche perché eravamo nella condizione di avere uno stimolo per impegnarci in un’attività sanitaria alternativa. E debbo riconoscere che c’è stato un ottimo rapporto con le associazioni che hanno promosso la vaccinazione aziendale».

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