Vaccini, percentuali in netta crescita: "Determinante l'effetto traino della legge regionale"

Dati aggiornati al 30 giugno 2019 e relativi ai bambini di due anni (nati nel 2016)

L’Emilia-Romagna accelera ancora sulle coperture vaccinali, oltrepassando - al 30 giugno - la percentuale del 97% per le vaccinazioni rese obbligatorie dalla legge regionale (difterite, tetano, poliomielite ed epatite B) per la frequenza al nido. E continuano a salire, in tutte le province comprese quelle storicamente più indietro, i dati di copertura anche per le vaccinazioni introdotte dalla successiva normativa nazionale: oltre a pertosse ed emofilo di tipo B, il gruppo ‘Mpr’, cioè morbillo, parotite e rosolia, che in Emilia-Romagna era sceso a livelli allarmanti: 87% a fine 2015. Oggi è arrivato al 96,5%, mettendo a segno un recupero di quasi 10 punti percentuali in meno di quattro anni. Un dato particolarmente significativo, considerando i casi di morbillo che negli ultimi anni hanno interessato tutto il Paese, compresa l’Emilia-Romagna.

Superato, già al 31 dicembre 2018, il muro del 95%, cioè la soglia raccomandata dall’Organizzazione mondiale della sanità per garantire la cosiddetta “immunità di gregge”, l’aggiornamento al 30 giugno scorso delle coperture vaccinali nei bambini nati nel 2016 (il dato sulla fascia dei 2 anni è quello su cui si basano le rilevazioni ministeriali) mostra numeri inequivocabili: nel primo semestre dell’anno tutte le coperture in Emilia-Romagna si sono ulteriormente alzate: poliomielite 97,4% (era al 95,7%); difterite 97,3% (era al 95,7%); tetano 97,4% (era al 95,7%); pertosse 97,3% (era al 95,7%); epatite B 97,2% (era al 95,5%), emofilo B 96,6% (era al 95,2%); morbillo-parotite-rosolia (MPR) 96,5% (era al 93,5%). (L’obbligatorietà per la vaccinazione contro la varicella vale a partire dai nati nel 2017).

In Romagna

Bene anche le vaccinazioni non obbligatorie, ma solo raccomandate, in deciso aumento e sempre più vicine al 95%: per il meningococco C si passa dal 92,1% di copertura al 31 dicembre 2018 al 94,5% del 30 giugno 2019, per lo pneumococco dal 93,8% al 94,9%. Ci sono province, come Ravenna, che oltrepassano abbondantemente il 98% per tutte le vaccinazioni obbligatorie, o come Parma dove si sfiora quasi il 100% per i vaccini introdotti dalla legge regionale. Ma anche Forlì, Cesena e Rimini - che tradizionalmente si assestano su coperture più basse - avanzano visibilmente, arrivando a superare, o a sfiorare di poco, la soglia del 95% e mettendo complessivamente a segno, da dicembre a giugno, una crescita di 2 punti percentuali; in particolare Rimini evidenzia un recupero massiccio su tutte le vaccinazioni, passando dall’88,3% al 93,4% di copertura per morbillo, parotite e rosolia. Questi i dati di Rimini: poliomielite 94,8% (era al 92,3%); difterite 94,8% (era al 92,3%); tetano 94,8% (era al 92,4%); pertosse 94,7% (era al 92,3%); Hepb pediatrico 94,6% (era al 92,2%); morbillo-parotite-rosolia (MPR) 93,4% (era al 88,3%), mengicocco 89,9% (era 86,2%), pneumococco 92,3% (90,7) e influenza tipo B 94,2% (92,9%).

"Parliamo - sottolineano il presidente della Regione, Stefano Bonaccini, e l’assessore regionale alle Politiche per la salute, Sergio Venturi - di una crescita davvero significativa, che peraltro coinvolge l’intero territorio regionale, comprese le aree tradizionalmente più indietro sulla copertura, e riguarda tutte le vaccinazioni, anche quelle non obbligatorie ma solo raccomandate. Questi numeri dimostrano come nella stragrande maggioranza dei casi i genitori abbiano capito il senso della nostra battaglia, che l’Emilia-Romagna ha condotto per prima con uno solo scopo, quello di tutelare la salute pubblica e soprattutto dei bambini più deboli. È indubbio infatti che la legge con cui, a novembre 2016, rendemmo obbligatorie le vaccinazioni per l’iscrizione ai nidi, abbia fatto da traino, dandoci la possibilità di avere più tempo per organizzare, spiegare, fare sì che tutto funzionasse”.

“Grazie a un complesso e paziente lavoro svolto con le Aziende sanitarie, i Comuni e le scuole- aggiungono presidente e assessore- abbiamo accompagnato passo passo le famiglie lungo questo percorso, con un metodo di ascolto che oggi mostra di aver dato ottimi frutti. Partendo in netto anticipo rispetto alle altre regioni, abbiamo avuto modo di sensibilizzare i cittadini, con i risultati che oggi vediamo e di cui la nostra comunità, a partire dai più piccoli, può beneficiare. Questo era il senso della nostra legge, che come abbiamo sempre detto non era fatta per escludere, ma per includere e proteggere i più fragili”.

Vaccinazione gratuita per antimeningococco B

E per rafforzare ulteriormente questo percorso virtuoso, la Giunta regionale ha deciso di fare un ulteriore passo avanti, rendendo gratuita la vaccinazione contro il meningococco di tipo B (non obbligatoria, ma raccomandata) anche per i bambini nati nel 2014, 2015 e 2016, cioè quelli in età da scuola materna. Per i nati dal 2017 in avanti, infatti, la Regione aveva già introdotto la gratuità. Un modo per incentivare la vaccinazione nella fascia d’età, tra 0 e 6 anni, che è la più a rischio per la meningite di tipo B.

Questo provvedimento, approvato nell’ultima seduta di Giunta, consentirà quindi ai genitori di risparmiare 100 euro: la vaccinazione prevede infatti 2 dosi dal costo di 50 euro l’una (tariffa che peraltro la Regione in passato aveva deciso di ridurre rispetto a quella prevista per gli adulti che è di 80 euro). La gratuità è prevista sia per chi deve iniziare il ciclo vaccinale, sia per chi deve completarlo con la seconda dose. Le famiglie interessate devono chiamare l’Azienda sanitaria di competenza, che fisserà l’appuntamento.

“Estendere la gratuità per i bambini fino ai 6 anni - spiegano il presidente Bonaccini e l’assessore Venturi - è una decisione che abbiamo assunto per aumentare ulteriormente la copertura contro una malattia, la meningite di tipo B, che può avere conseguenze anche letali soprattutto nei bimbi più piccoli. In questo modo diamo una mano ai genitori per facilitare l’accesso a una vaccinazione molto importante, ma costosa”.

I risultati raggiunti in Emilia-Romagna pubblicati su Acta Bio Med

I risultati raggiunti sul fronte della copertura vaccinale in Emilia-Romagna, in particolare il recupero per morbillo, parotite e rosolia, sono stati oggetto di una pubblicazione scientifica: “Esitazione ed obbligo vaccinale in Emilia-Romagna: il caso della vaccinazione MPR” Acta Biomed 2019 (Vol. 90, N. 3: 394-397). Dallo studio emerge con chiarezza - come mostra il grafico allegato - che l’aumento è iniziato dopo l’introduzione della legge regionale n. 19 del 2016, che stabiliva l’obbligatorietà di quattro vaccinazioni per l’iscrizione ai nidi e ai servizi della prima infanzia, ed è poi proseguito con la legge nazionale. La legge con cui l’Emilia-Romagna ha fatto da apripista a livello nazionale ha dunque avuto un effetto di trascinamento positivo anche su morbillo-parotite-rosolia, allora non obbligatorie.

Il commento del Pd

Commenta il segretario provinciale dem, Filippo Sacchetti: "La scelta dell’amministrazione riminese di “tolleranza zero” nei confronti della reticenza a vaccinarsi ha già dato i suoi frutti. I dati di Usl che paragonano la copertura vaccinale al 31 dicembre e al 30 giugno scorsi mostrano in maniera inequivocabile che il “pugno duro” di Gnassi nei confronti dei no vax ha dato l’esito auspicato: non vincere una battaglia politica, ma accrescere la sicurezza e la salute dei bambini. Per alcune vaccinazioni, come quella per Mpr, si è passati da una profilassi dell’88,3% a una del 93,4%, con un recupero di ben 5 punti percentuali. E gli effetti positivi non si manifestano solo per i singoli bambini vaccinati, ma soprattutto per le fasce più fragili, quelle dei bambini immuno depressi, che non hanno la possibilità di vaccinarsi a causa di malattie croniche o patologie aggressive. Il fatto che gli altri bambini, a partire dai compagni di classe, siano vaccinati permette di assicurare infatti l’immunità di gregge, proteggendo così anche chi non può accedere alle vaccinazioni per le gravi malattie, la cui profilassi è obbligatoria. Per queste ragioni, la segreteria provinciale esprime sentite congratulazioni all'amministrazione Gnassi, sottolineando anche l'impegno dell'assessore all'Istruzione e componente della segreteria provinciale, Mattia Morolli, per le scelte adottate e i risultati raggiunti. Ci auguriamo che gli stessi passi vengano percorsi anche dagli altri Comuni della provincia.  Ricordo, tuttavia, che al buon risultato ottenuto a Rimini si contrappone però la situazione di Riccione, dove il tasso di bambini non vaccinati continua ad essere drammaticamente alto. Anche in questo caso, una conseguenza della politica dell’amministrazione comunale. Politica condotta sulla pelle dei più deboli".

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