MotoGp, Valentino Rossi operato nella notte: intervento riuscito

L'arto operato è il destro, lo stesso infortunato nell'incidente del 2010 al Mugello durante le prove libere del sabato

Rossi a Misano nel 2016 nella foto di Marzio Bondi

Valentino Rossi, infortunato a tibia e perone durante un allenamento con una moto di enduro, è stato operato nella nottata tra giovedì e venerdì all'ospedale "Torrette" di Ancona. Inizialmente si era parlato di un suo trasferimento all'Infermi di Rimini, ma presumibilmente si è trattata di un'operazione di "depistaggio" per proteggere la privacy del pilota in un momento così delicato. Rossi è stato operato da Raffaele Pascarella, primario di ortopedia. L'arto è il destro, lo stesso infortunato nell'incidente del 2010 al Mugello durante le prove libere del sabato. "E' andata bene - commenta Rossi -. Mi sono svegliato e mi sentivo bene. Volevo ringraziare lo staff dell'Ospedale di Ancona e in particolare il dottor Pascarella che mi ha operato. Mi spiace davvero per l'incidente. Voglio tornare in moto al più presto, farò del mio meglio perché accada".

Ancora sconosciuti i tempi di recupero. Ma i piloti sono "uomini duri", che non conoscono limiti. E un precedente potrebbe far ben sperare: quello di Randy De Puniet. Il pilota francese nel 2010 si procurò la frattura scomposta di tibia e perone durante il Gp di Germania al Sachsering, tornando in pista 18 giorni dopo l'infortunio.  Per accelerare i tempi di guarigione si sottopose a trattamenti in camera iperbarica all’Ospedale Saint Marguerite a Marsiglia, seguito dallo staff del dottor Mathieu Coulange. Si tratta di una macchina che aumenta la pressione e il livello di ossigeno in modo da velocizzare la riparazione dei tessuti del corpo. Successivamente venne spostato a Cannes per proseguire la riabilitazione iniziando delle sedute di ultrasuoni per rafforzare le ossa.

Il bollettino medico: video

"Credo che dovrà stare certamente 30-40 giorni a riposo, poi si valuterà - é il responso del professor Pascarella -. La gamba è gonfia, ma è normale. In due-tre giorni penso che lo dimetteremo". Quanto all'entità ndella frattura, il medico ha chiarito che "qella alla tibia era molto vicina alla frattura del 2010, il perone vicino al ginocchio. Per fortuna non era esposta come fu quella del Mugello". 

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