Vane le ricerche del pescatore scomparso, il maltempo non frena i soccorsi

A più di 48 ore dal naufragio si affievoliscono le speranze di ritrovare vivo il 46enne cattolichino che, col suo peschereccio, non ha fatto rientro in porto

Nonostante le avverse condizioni meteo, sono proseguite per tutta la notte e ancora nella giornata di mercoledì le ricerche del pescatore cattolichino 48enne, Fabio Franchini, scomparso in mare da lunedì. Col passare del tempo sono sempre più fievoli le speranze di ritrovare l'uomo ancora in vita nonostante, tra motovedette, elicotteri e imbarcazioni private, sia in moto un'imponente macchina di ricerca e soccorso che si estende fino alla costa marchigiana. Nel tardo pomeriggio di martedì, al largo di Fano, una motovedetta della Capitaneria di Porto ha individuato alcune ceste di lumachini che galleggiavano a 8 miglia dalla costa e, stando ad alcune indiscrezioni, potevano appartenere al peschereccio di Franchini. Ancora nessuna traccia, invece, dell'imbarcazione di 5 metri di proprietà del cattolichino nonostante siano intervenuti anche i sommozzatori dei vigili del fuoco a cercarla sul fondo del mare. Con il mare mosso e le forti correnti che spingono in direzione sud, diventa sempre più difficile riuscire a circoscrivere l'area delle ricerche.

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Prosegue, intanto, l'inchiesta della Capitaneria di Porto di Rimini per riuscire ad accertare cosa sia potuto accadere a Franchini e alla sua barca. Nella giornata di martedì, infatti, sono stati eseguiti alcuni rilievi tecnici, da parte dei carabinieri del Nucleo Investigativo, su un peschereccio della marineria di Rimini rientrato in porto con delle profonde righe sulla fiancata. Secondo i tracciati radar, inoltre, l'imbarcazione di 30 metri era nella stessa zona di pesca di quella del cattolichino e, al momento, gli inquirenti non escludono che ci possa essere stato uno speronamento tra i due natanti e che, quello riminese lungo 30 metri, non si sia accorto di essere entrato in collisione con il più piccolo.

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