Cronaca

Vani i tentativi di cattura per il capriolo intrappolato in aeroporto: sarà abbattuto

L'animale è bloccato da un anno lungo le piste dell’aeroporto Fellini, via libera alle doppiette dopo gli inutili tentativi di catturarlo

E' arrivato il via libera per l'abbattimento del capriolo che, da un anno, è rimasto intrappolato all'interno dell'aeroporto di Rimini. Tutto è stato organizzato nella notte tra mercoledì e giovedì quando verrà allestita una battuta per individuare la bestiola. Già alla fine di giugno le doppiette erano pronte a far fuoco ma, in extremis, era arrivato lo stop dopo che la notizia era trapelata fecendo levare un coro di proteste da parte degli animalisti. Sulla questione era intervenuto anche il presidente della Provincia di Rimini spiegando che "la sicurezza del trasporto aereo va garantita ma con una soluzione alternativa all’abbattimento". Nonostante tutti gli sforzi per riuscire ad individuare l'animale, entrato non si sa come negli immensi spazi del "Fellini", con l'utilizzo di un esperto armato di fucile caricato con dardi pieni di sedativo non si è riusciti a scovare il capriolo. Ad intervenire era stato anche il sindaco di Montecopiolo che aveva garantito la disponibilità ad ospitare l'animale nella riserva presente nel comune. A distanza di un mese, però, visti i fallimenti di catturarlo vivo si è optati per l'abbattimento. 

“Mi hanno purtroppo comunicato – dichiara il presidente della Provincia di Rimini, Riziero Santi - che ogni tentativo di cattura del capriolo in aeroporto, senza ricorrere all’abbattimento, è risultato vano. Avevo creduto e investito su questa possibilità e oggi i sentimenti che provo sono di delusione e sincero dolore. Alla mia richiesta di spiegazioni sui fallimenti degli esperti, appositamente ingaggiati, mi è stato riferito che il proiettile anestetizzante è sparato da un fucile ad aria compressa che ha una gittata non superiore a 20/30 metri e che deve colpire una parte non vitale; che l’animale si sa muovere perchè è abituato agli ambienti e ai ritmi del luogo e non è avvicinabile a quelle distanze; che anche i diversi tentativi di accerchiamento con le reti non hanno dato l’esito sperato. Dopo essermi opposto all’abbattimento sono state messe in pratica tutte le tecniche alternative conosciute per salvare la vita all’animale, con la collaborazione del dott. Alan Risolo, esperto riconosciuto di livello nazionale, e il coordinamento fattivo delle autorità aeroportuali militari e civili, degli uffici regionali e provinciali. Cattura a rete, utilizzo di proiettili anestetizzanti, ausilio di uomini e mezzi, nulla è stato sufficiente ad avvicinare l’animale così da essere imprigionato nelle reti o da essere raggiunto dal proiettile anestetizzante sparato ad aria compresso a distanza massima di 20/30 metri. Non posso fare altro. Ora la direzione delle operazioni, necessarie per tutelare la sicurezza del trasporto aereo, torna nell’esclusività delle autorità di sicurezza aeroportuale, regionale e provinciale, le quali agiranno in base ai protocolli previsti dalle leggi vigenti.”

“Vogliamo fermare questo massacro ingiustificato” sostengono le Associazioni di categoria, Gaia Animali & Ambiente, D.N.A., Enpa, Animal Freedom che, per mercoledì sera, hanno annunciato una manifestazione di protesta davanti all'aeroporto.

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