Riccione, vasca di prima pioggia: sul cantiere reperti dell’età del bronzo antico

Lo scavo archeologico è realizzato dallo Studio Pegaso Archeologia in stretta collaborazione con la Soprintendenza dei Beni Archeologici dell’Emilia Romagna sotto le direzioni scientifica e amministrativa di Monica Mirri e Annalisa Pozzi.

 A fine giugno il cantiere per l’indagine archeologica avviato ad aprile sul terreno nel quale sorgerà la vasca di prima pioggia nei pressi del depuratore, lascerà l’area, dopo aver provveduto, attraverso il lavoro di 10 archeologi, al rilevamento di vari reperti dell’età del bronzo antico risalente al 2000 a.c. Lo scavo archeologico è realizzato dallo Studio Pegaso Archeologia in stretta collaborazione con la Soprintendenza dei Beni Archeologici dell’Emilia Romagna sotto le direzioni scientifica e amministrativa di Monica Mirri e Annalisa Pozzi.

Nell’area di 40 x 35 mtq sono stati rinvenuti fondi di capanno ad uso abitativo/produttivo che testimoniano i primi insediamenti o punti di aggregazione della preistoria sul territorio comunale di Riccione. Sono state scoperte , in quest’area che si affaccia ad ovest del percorso della via Flaminia, le tracce di tre capanne e di strutture legate alle attività produttive. Presenti focolari e tracce di concotto ( terreno argilloso che ad alte temperature assume un colore rossastro), materiale ceramico e ossa di animali che verranno sottoposte a futuri studi per individuarne la dieta seguita e di conseguenza la vegetazione circostante all’area.

Gli archeologi hanno inoltre effettuato dei prelievi di campioni di terreno per esaminare i pollini e poter ampliare così la ricostruzione della flora circostante in età preistorica. Le attività d’ indagine archeologica proseguiranno come detto fino al 30 giugno con metodo stratigrafico, il riconoscimento e la raccolta de reperti, la compilazione delle schede per la documentazione delle unità stratigrafiche, i rilievi topografici, il lavaggio e la catalogazione dei reperti, il campionamento e setacciatura dei reperti organici. Si tratta di materiale ben conservato che, dopo i rilievi eseguiti dalla Soprintendenza, verrà esposto al Museo del Territorio di Riccione.

“Rispetto alla tabella di marcia programmata dall’amministrazione comunale, che prevedeva la fine dei lavori a luglio e quindi l’immediata messa in funzione della vasca di laminazione nei pressi del depuratore - dice l’assessore all’Ambiente Susanna Vicarelli - i lavori hanno subito uno slittamento per la presenza del cantiere archeologico e riprenderanno celermente dal primo luglio”. L’intervento, inserito nel piano investimenti di Atersir nel concreto servirà da cuscinetto di compensazione delle acque di prima pioggia nei casi di piogge abbondanti con conseguente sgravio del carico del depuratore. Sarà suddiviso in due fasi.

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Nella prima verrà realizzata una vasca interrata di capienza di 5mila metri cubi per procedere successivamente al secondo stralcio per un volume di accumulo complessivo di 10mila metri cubi. Avrà il fondo in pendenza per impedire ogni accumulo di materiale garantendo allo stesso tempo lo svuotamento delle acque durante forti precipitazioni. La vasca, ricoperta da uno strato di terra dello spessore di un metro, non emetterà cattivi odori. L’intervento, inserito nel piano investimenti di Atersir nel concreto servirà da cuscinetto di compensazione delle acque di prima pioggia nei casi di piogge abbondanti con conseguente sgravio del carico del depuratore. Dopo il passaggio della Sovrintendenza di procederà alla posa dei diaframmi collocati fino ad una profondità di 19 metri per contenere il terreno all’interno del quale verrà costruita la vasca.

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