Veglioni di Capodanno abusivi, l'ira di Confcommercio Rimini

Indino: "Tantissime le feste organizzate nei luoghi più disparati: dimore storiche, circoli privati, cripte, tendoni, alberghi, ristoranti, immobili aperti al pubblico solo per l’occasione"

Si avvicina il momento di feste e veglioni di Capodanno. Dal Silb, sindacato italiano locali da ballo in Confcommercio, arriva l’appello a “scegliere in modo responsabile”, ponendo attenzione ai luoghi dove verranno trascorse le ore dei festeggiamenti, senza scegliere location in cui si andrà a ballare e divertirsi tutta la notte, ma in cui troppo spesso non si pensa alla sicurezza. La storia pullula purtroppo di cattivi esempi, spesso dovuti ad organizzazioni senza scrupoli che in barba ad ogni regola cercano di fare business sulle spalle della salute e della sicurezza delle persone. “L’abusivismo nel settore divertimento è pagato a caro prezzo dalle nostre imprese – spiega Gianni Indino, presidente SILB Emilia Romagna. - Tantissime le feste organizzate nei luoghi più disparati: dimore storiche, circoli privati, cripte, tendoni, alberghi, ristoranti, immobili aperti al pubblico solo per l’occasione... Quest’anno siamo partiti in anticipo e grazie alle molteplici segnalazioni che sono arrivate, anche sul nostro territorio, la Struttura Antiabusivismo del SILB nazionale si già è attivata con la presentazione di una decina di esposti alla Procura, agli enti di controllo e alle amministrazioni. Non intendiamo più subire: il sindacato darà battaglia e continuerà a monitorare la promozione di feste abusive anche sul web. Si tratta di un’azione per la tutela della regolarità dell’esercizio di ballo, ma soprattutto per la sicurezza e la salute dei ragazzi. Diamo atto agli organi competenti che, ogni volta che sono stati chiamati in causa, sono intervenuti con interventi immediati, capendone l’importanza. Restiamo invece ancora una volta stupiti dal fatto che circoli privati continuino a svolgere attività da ballo senza averne alcun titolo e  senza ottemperare ai dovuti adempimenti: questa si chiama concorrenza sleale ed è un segnale davvero poco edificante, che svilisce il lavoro di chi tutto l’anno sta sul mercato a costo di sacrifici, facendo investimenti in formazione del personale e in proposte artistiche, tenendo alta l’offerta turistica del nostro territorio. Ribadiamo ancora una volta un concetto che ci preme molto: stesso mercato, stesse regole. In un momento così delicato, con la sicurezza messa giustamente al primo posto, sarebbe il caso di dare un giro di vite a serate messe in piedi al di fuori delle regole. Mi appello ai ragazzi affinché scelgano di trascorrere il Capodanno in strutture in grado di garantire gli standard di sicurezza necessari per questa attività. Ai genitori dico di informarsi, di chiedere ai ragazzi dove vanno e di invitarli a scegliere responsabilmente. Nelle scelte del nostro divertimento non possiamo evitare di porre attenzione alla sicurezza dei luoghi, alla salute dei ragazzi, alla professionalità delle persone che organizzano le feste e del personale che impiegano, optando per locali a norma e con personale adeguatamente formato, in cui i ragazzi possono pensare solo a divertirsi”.

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