Veicoli immatricolati all’estero, raffica di sanzioni da parte della Municipale

Negli ultimi due mesi accertate diverse infrazioni, compresi documenti falsi e mezzi privi di revisione o assicurazione

Negli ultimi due mesi l’attività di controllo del territorio svolta dalla Polizia Municipale dell’Unione Valmarecchia ha portato ad accertare diverse infrazioni commesse da proprietari o conducenti di veicoli immatricolati all’estero. L’ultima in ordine di tempo risale ai giorni scorsi, quando una pattuglia della Pm ha fermato per un normale controllo stradale un furgone con targa straniera che percorreva via Santarcangelese. Da un accurato esame dei documenti è emerso che l’attestato di revisione – apparentemente regolare – era invece falso. Il documento è stato quindi sottoposto a sequestro penale, il conducente deferito all’autorità giudiziaria e sanzionato per un ammontare di circa 530 euro, immediatamente saldato come prevede la normativa per i veicoli immatricolati all’estero.
 
Risale invece alle scorse settimane il sequestro del documento di guida esibito da un altro cittadino straniero, anch’esso denunciato perché trovato alla guida con una patente internazionale risultata falsa. Dai primi giorni di agosto sono stati sei in totale i veicoli immatricolati all’estero sospesi dalla circolazione in quanto privi di revisione, due i veicoli sequestrati perché privi di copertura assicurativa e quattro le patenti di guida ritirate a seguito di sinistri stradali a conducenti che circolavano sotto l’influenza di sostante stupefacenti o in stato di ebbrezza. Diversi di questi accertamenti sono stati possibili grazie all’utilizzo dello scout speed, uno strumento tecnologico con cui la Polizia municipale di vallata controlla non soltanto la velocità, ma anche la regolarità del veicolo sotto il più ampio profilo della sicurezza (assicurazione, tagliando, revisioni, ecc).

Negli ultimi anni si è assistito a un considerevole aumento di veicoli immatricolati all’estero circolanti in Italia. Per questi mezzi, la normativa prevede la revisione nel paese di origine, ma il viaggio di andata e ritorno ha un costo che induce alcuni proprietari a non revisionare il veicolo, oppure a procurarsi un attestato falso a un costo decisamente inferiore, mettendo così a rischio la propria sicurezza e quella degli altri circolando con un veicolo che potrebbe non essere più idoneo.

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