Verdure cresciute in particolari serre nel supermercato: a Rimini la sperimentazione

Far crescere il cibo dentro ai supermercati, una pratica che negli Stati Uniti è già in voga e che comincia a diffondersi anche in Italia

Far crescere il cibo dentro ai supermercati, una pratica che negli Stati Uniti è già in voga e che comincia a diffondersi anche in Italia, a partire dalla Romagna. Commercianti Indipendenti Associati – cooperativa del sistema Conad che opera in Romagna, Friuli Venezia Giulia, Veneto e Marche – ha lanciato in questi giorni nell'ipermercato Le Befane di Rimini il progetto “Microgreen”. I microgreen sono giovani piantine che vengono vendute in una crescita intermedia compresa tra il germoglio e la “baby leaf”. Il processo di crescita avviene all’interno di piccole serre tecnologicamente avanzate poste dentro il reparto ortofrutta. Siamo nel campo dei “supercibi” di nuova generazione, alimenti di alto valore nutrizionale ricchissimi di vitamine, fibre, sali minerali e proteine vegetali.

La novità è duplice, perché questa referenza finora non è mai apparsa negli scaffali della grande distribuzione, nonostante sia da tempo tra gli ingredienti preferiti degli chef stellati di tutto il mondo, che lo utilizzano per arricchire i propri piatti gourmet. Sette le tipologie disponibili: senape, porro, cavolo rosso, ravanello daikon, ravanello rosso, crescione e rucola. Come avviene la produzione? Le piantine arrivano in negozio in vaschette preseminate quindi vengono disposte in una apposita unità di accrescimento esposta al pubblico, dotata di impianto di illuminazione a led e impianto di irrigazione a ciclo chiuso. «I parametri di coltivazione vengono tarati automaticamente dal sistema e dopo circa 5 giorni le piantine sono pronte per essere vendute», spiega il responsabile freschi di CIA-Conad, Augusto Cattani, che coordina il progetto. Ogni serra produce circa 20 confezioni al giorno, con un prezzo di vendita al cliente di 1,79 euro. Tutta la tecnologia usata è “Made in Italy”, essendo realizzata dalla cooperativa CEFLA di Imola.

«All’estero la produzione di vegetali all’interno dei punti vendita è molto diffusa», commenta l’amministratore delegato di CIA-Conad, Luca Panzavolta. «Non crediamo che si potrà mai giungere ai livelli degli Stati Uniti, dove i consumatori possono già trovare insalata biologica coltivata nel supermercato, ma con questo progetto introduciamo un’innovazione importante. Se sarà bene accolta dai consumatori la proporremo anche nel resto della rete».

 

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