Cronaca

Verucchio approva la variante al Piano Strutturale Comunale

Il progetto anticipa i contenuti della nuova legge urbanistica regionale di prossima approvazione

Nella seduta di consiglio comunale di lunedì 26 settembre è stato adottata con i voti favorevoli della maggioranza e contrari dell’opposizione la Variante al Piano Strutturale Comunale approvato nel 2010. La variante, che anticipa i contenuti della nuova legge urbanistica regionale di prossima approvazione, si sviluppa su tre principali assi: un nuovo dimensionamento complessivo del Piano A partire da un quadro conoscitivo aggiornato rispetto a quello elaborato nel 2006 l’Amministrazione comunale ha ritenuto di dovere rivedere le stime di crescita della popolazione e di conseguenza di intervenire corposamente per ridurre le aree per nuovi insediamenti residenziali. In particolare la situazione attuale ci consegna oltre 650 tra appartamenti sfitti ed appartamenti contenuti in piani attuativi già approvati dal Consiglio comunale e già convenzionati. Inoltre la curva di crescita della popolazione dal 2010 ad oggi ha subito un sostanziale appiattimento intorno alle diecimila unità. Infine è emerso una costante diminuzione del numero medio di componenti delle famiglie verucchiesi. I fattori sopra rappresentati hanno determinato la necessità di rivedere al ribasso il dimensionamento complessivo del piano. In particolare mentre nel 2010 si era ipotizzato un aumento della popolazione al 2026 fino a 12.500 abitanti, ora si propone un dimensionamento intorno agli 11.800 abitanti alla medesima data. La proposta contenuta nella variante è quindi quella di diminuire di oltre il 30% la superficie territoriale per nuovi insediamenti residenziali pari a quasi 127.000 mq che torneranno quindi ad avere destinazione agricola. Conseguentemente viene rivista anche la viabilità di scarico che dovrebbe costituire la “chiusura” del paese in direzione fiume Marecchia e verso la zona collinare. L’obiettivo è quello di favorire il riuso e la riqualificazione del patrimonio edilizio esistente preservando invece il territorio periurbano.

La ridefinizione degli obiettivi di sviluppo turistico Il quadro conoscitivo ci consegna un settore turistico e ricettivo dinamico, in graduale ma costante crescita. I dati relativi al numero di esercizi ricettivi, e delle relative camere e letti disponibili, nel periodo di tempo intercorso fra le prime elaborazioni del PSC ad oggi, evidenziano un lieve rafforzamento della struttura ricettiva verucchiese. Il dato più rilevante è rappresentato dal numero di letti disponibili, che nel 2014 ha raggiunto le 129 unità, mentre il numero degli esercizi ha visto una sostanziale stabilità nonostante il periodo di crisi. La presenza di strutture diffuse su tutto il territorio e l’offerta variegata che sta crescendo ed è in grado di dare risposte a diverse tipologie di utenti e turisti ha convinto l’Amministrazione a rivedere al ribasso alcune previsioni legate alla ricettività turistica ed in particolare due situazioni che hanno trovato spazio nei Piani Regolatori precedenti. In particolare: Fonti San Francesco la scelta è quella di rivedere gli obiettivi di carattere turistico e ricettivo che non saranno più legati al settore termale ed idropinico ma saranno legati ad un turismo di tipo ambientale. In particolare la previsione previgente verrà ridotta di una superficie utile pari a 1.200 mq. Polo Golfistico la scelta è quella di rivedere le previsioni insediative  con una diminuzione di 3.200 mq di su di cui 1.100 mq di superficie utile per uso residenziale e 2.100 mq di superficie utile per uso ricettivo (albergo) e ricreativo (club house). Aspetto non trascurabile inoltre è che la superficie edificabile in zona di vincolo (quindi di maggiore pregio e delicatezza dal punto di vista ambientale) viene ridotta di 900 mq.

L’adeguamento alle modifiche normative e legislative sovraordinate. Negli ultimi anni alcune leggi regionali sono intervenute per favorire la semplificazione normativa su una materia, quella urbanistica, già di per se estremamente complessa. La variante è stata così l’occasione di aggiornare lo strumento urbanistico comunale alle vigenti normative ed attuare quella semplificazione auspicata e richiesta dalla Regione. Inoltre viene recepito l’obbligo di dotarsi della tavola dei vincoli, strumento che declina sul territorio comunale tutti i vincoli posti da enti sovraordinati e di settore. Dal momento della pubblicazione della variante i cittadini direttamente interessati potranno presentare osservazioni al Piano nei sessanta giorni previsti per legge. Valutate le osservazioni, si procederà con l’approvazione definitiva della variante.

Secondo il Sindaco Stefania Sabba “l’adozione della variante al PSC è un importante risultato di questa Amministrazione, una promessa mantenuta ed in tempi rapidi, una variante resa necessaria dalle mutate condizioni socio-economiche, dalla attenzione alle matrici ambientali che migliorano, dalla vocazione turistica e culturale che viene specificatamente e compiutamente inserita. Per questo voglio ringraziare i tecnici comunali e quelli esterni, tra tutti il Geom. Bugli e l’Arch. Zaoli, il Vicesindaco Urbinati con delega all’Urbanistica, e tutti gli Enti che tramite la conferenza di pianificazione hanno positivamente contribuito alla stesura di un buon documento. Ora si apre la fase delle osservazioni e come sempre siamo a disposizione per ulteriormente migliorarlo, laddove necessario” Per l’assessore all’urbanistica Alex Urbinati “il PSC del nostro Comune è un ottimo strumento di pianificazione territoriale dove gli obiettivi fissati sono ad oggi ancora in larga parte attuali (miglioramento della qualità della città pubblica, riqualificazione del patrimonio edilizio esistente, efficientamento energetico dello stesso, completamento della viabilità interna al paese, trasformazione in Aree Produttive Ecologicamente Attrezzate dell'area artigianale, importanti politiche per l'edilizia residenziale sociale a vantaggio delle fasce più deboli) tuttavia era necessario prendere atto della situazione socio economica con cui dovremo confrontarci nei prossimi anni e quindi intervenire per ridurre le aree edificabili e l’uso di nuovo territorio favorendo di contro gli interventi sugli edifici esistenti”.

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