Viabilità, sicurezza e comunità: Sant'Aquilina si confronta sui suoi problemi

Ad aprire la serata è toccato a Sabrina Zanetti: lei è una delle volontarie che con alcuni amici ha lavorato a Sant’Aquilina per mettere in atto una strategia di rivalutazione del territorio e per arginare e prevenire situazioni di microcriminalità

La sala della Fondazione Enaip Centro Zavatta Santa Aquilina sold out (molti partecipanti hanno seguito la serata nel giardino antistante), un parterre di tutto rispetto, tanti temi sul tavolo – alcuni ‘scottanti’ – , molta partecipazione e altrettanta passione. Con l’impegno a proseguire l’esperienza per migliorare la vita in questa periferia e magari diventare un modello di aggregazione e di coinvolgimento per il resto del territorio. L’incontro organizzato da Sant’AquilinaLab giovedì ser presso la Fondazione Enaip Centro Zavatta della stessa frazione, rispettando tutte le normative anti-covid previste, aveva l’obiettivo di cercare soluzioni congiunte alle problematiche del vivere in periferia e di sicurezza del territorio.

Viabilità, furti, ma anche gestione dell’ambiente e del verde, la difficile convivenza con il biodigestore, la mancanza di spazi aggregativi e di iniziative di socialità: sono alcuni dei temi trattati da Emma Petitti (Presidente Assemblea Legislativa Emilia-Romagna); Mattia Falso (direttore Squadra Mobile della Questura); Jamil Sadegholvaad (Assessore alla Sicurezza e Viabilità del Comune di Rimini); Andrea Rossi (Comandante Polizia Municipale di Rimini); Roberto Fabbri (manager Hera); Andrea Succi (presidente Anthea).

Ad aprire la serata è toccato a Sabrina Zanetti: lei è una delle volontarie che con alcuni amici ha lavorato a Sant’Aquilina per mettere in atto una strategia di rivalutazione del territorio e per arginare e prevenire situazioni di microcriminalità. “Il primo passo è stato un incontro sulla sicurezza: era l’aprile 2019. L’idea ha trovato nella parrocchia di Sant’Aquilina e in don Simone piena disponibilità e libertà d’azione, gli spazi della parrocchia sono stati utilizzati come punto di riferimento del progetto (non ne esistono altri a Sant’Aquilina) che ha vinto un bando del Comune di Rimini e della Regione sulle periferie”.

È nato dunque Sant’AquilinaLab, un progetto multiforme che solo il covid-19 ha temporaneamente bloccato. “Questo territorio, come tante altre periferie, merita risposte integrate a domande integrate. – è un passaggio dell’intervento di Emma Petitti – la Regione Emilia-Romagna è stata la prima, oltre 20 anni fa, a legiferare per politiche integrate sulla sicurezza e a finanziare progetti in tal senso. Le risorse sono pure aumentate nell’ultimo lustro. Oltre 1 milione sarà messo a disposizione dei comuni per progetti sulle periferie: mi auguro che Sant’AquilinaLab dia continuità al progetto avviato”.

I ripetuti furti che durante l’estate hanno colpito numerose abitazioni della frazione hanno riportato fortemente l’attenzione sul tema sicurezza. “I furti in casa sono particolarmente odiosi. – ha detto il dott. Falso della Questura – Forze dell’ordine e cittadini debbono lavorare in sinergia: voi siete le nostre antenne. Esistono strumenti che possono accorciare la comunicazione, come l’app youpol o gli antifurti collegati alla stazione dei carabinieri. Se notate comportamenti anomali usate la chat e segnalatelo immediatamente alle forze dell’odine”.

“Il percorso avviato nel forese di 13 telecamere ha toccato anche Sant’Aquilina, – ha rilanciato l’assessore Sadegholvaad – altre iniziative come gli autovelox sono allo studio. Siamo pronti ad accogliere ogni sollecitazione: che porteremo al Comitato Ordine Pubblico e Sicurezza. Ma la repressione da sola non basta: occorre una comunità che si senta viva”. Il comandante della Polizia Municipale ha offerto anche alcuni dati. “Dal 2017 ad oggi sono state rilevate 140 infrazioni per velocità, 39 gli incidenti. – sono i numeri del Comandante Rossi – Oltre alle telecamere di contrasto, su questa strada potrebbero arrivare le Ocr, in grado di rilevare targhe per un monitoraggio più incisivo”.

“Applaudo alla vostra iniziativa – ha esordito Fabbri di Hera – Hera è interessata a tutte le forme di laboratorio. Il biodigestore è un impianto che fa ‘sentire’ la sua presenza: cerchiamo di migliorare i suoi effetti sulla mobilità e la viabilità. Dal 2020 ad oggi molto è stato fatto, tanto resta da fare: siamo disponibili”.  Alcuni cittadini lamentano odore sgradevoli che arrivano dal biodigestore e la perdita di liquami, specie in estate, quando i camion affrontano i dossi. “Occorre più cautela da parte dei mezzi nell’affrontare i dossi. – l’ammissione di Fabbri – altrimenti si può perdere percolato con le conseguenze che i cittadini conoscono”.

Viabilità verde pubblico e servizi cimiteriali: che fa Anthea? “Via Sant’Aquilina è lunga 4,9 km, tanto traffico si convogli qui per bypassare i tanti semafori della Consolare per San Marino. – ha detto il numero uno di Anthea, Succi - Questa strada è quotidianamente percorsa da 3.500 vetture, in gran parte mezzi fuori ‘scala’, che percorrono un’arteria quasi da utilizzo residenziale. A piedi e in bicicletta è difficile muoversi, ma con una strada da 4,35 mt è difficile pensare interventi di allargamento, considerati i fossi laterali”.

Tante le domande arrivate dal pubblico: per una maggiore sicurezza, una viabilità più ‘umana’, la chiusura delle tante buche, la mancanza di illuminazione su molte strade della frazione, la necessità di migliorare le connessioni internet. Luigi Pecci ha presentato la possibilità di avviare un comitato. Tonino Bernabè, presidente di Romagna Acque ma intervenuto in qualità di residente di Sant’Aquilina, in proposito alla possibilità di avviare il comitato ha proposto di ampliare la funzione della chat già esistente prima di avviare un nuovo comitato che potrebbe essere divisivo “esiste già la chat di buon vicinato, funziona, non necessita di adesione formale ed è libera, tutti possono entrarvi”.

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Chiusura affidata a Sabrina Zanetti: “Sant’AquilinaLab deve proseguire il suo cammino. Ha fatto diverse iniziative, molte se ne possono fare, in collaborazione con le istituzioni. Ma è importante giocare da squadra questa partita per una migliore vivibilità della periferia, e non in ordine sparso. Proseguiamo questo progetto condiviso perché possa migliorare la qualità della vita, della comunità e delle persone che vivono a Sant’Aquilina”.

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