Dopo oltre 500 chilometri si è concluso il "Viaggio ai Confini della Romagna"

Da questa esperienza sono stati raccolti oltre 100 video e diverse ore di riprese, che ora i tre viaggiatori vogliono convogliare in un vero e proprio documentario che possa trasmettere le stesse emozioni raccolte dal vivo

Concluso l’itinerario, non il progetto: il “Viaggio ai confini della Romagna” di tre romagnoli appassionati della natura e delle bellezze del territorio ha riscosso infatti un successo tale che i protagonisti hanno deciso di farlo rivivere in maniera del tutto nuova. Il progetto, ideato da Nevio Agostini, naturalista forlivese e responsabile del settore Ricerca, conservazione e promozione del Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi, insieme a Marco Ruffilli, uno dei fondatori della Pro Loco di Castrocaro Terme, ed al faentino Sandro Bassi, giornalista e guida escursionistica ambientale, ha portato i tre a percorrere in 15 giorni circa 540 chilometri (di cui 260 a piedi, altrettanti in bici e 20 in barca) su e giù per le zone di confine della Romagna: un percorso a volte duro, per un totale di oltre 17mila metri di dislivello, fatto di giornate intense, anche con più di 10 ore di cammino, temporali e sentieri fangosi da affrontare, ma sempre avvolti dagli splendidi paesaggi della Romagna.

Partiti dal promontorio di Fiorenzuola di Focara, nelle Marche, e passando per l’Appennino (dal massiccio del Carpegna al crinale dell'Alpe della Luna ed al Passo della Futa, con l'attraversamento del Fumaiolo, delle Foreste Casentinesi, dell'Alpe di San Benedetto e delle alte valli del Lamone e Santerno), i tre hanno proseguito discendendo la selvaggia valle del Sillaro, per poi attraversare la Pianura Padana, le valli da pesca di Campotto e Valle Santa, le valli di Comacchio, le secolari pinete di Classe e Cervia e la Riviera romagnola con i centri storici di Cervia, Cesenatico, Rimini e Riccione.

“Le condizioni meteo – raccontano ora i tre – sono state spesso impegnative, rendendo alcune tappe, come quella da Monte Coronaro a Passo Fangacci, molto dure; per il fango, la lunghezza del percorso ed il dislivello affrontato (1500 metri). Ma nessuno di noi, ed in particolare chi era meno esperto o fisicamente preparato, si è mai lamentato, dimostrando grande forza di volontà. Con questo viaggio abbiamo voluto approfondire la conoscenza di un territorio ma soprattutto raccontarlo attraverso le voci di chi lo abita, e crediamo di esserci riusciti. L’esperienza più indimenticabile è rappresentata infatti dai tanti incontri, molti dei quali casuali, che ci hanno arricchito, consentendoci di entrare nel cuore delle persone che abitano, e amano, questi luoghi di confine: un mondo ricco di diversità sia nei valori naturalistici che umani, basato non sulla divisione ma sulla condivisione territoriale”.

Da questa esperienza sono stati raccolti oltre 100 video e diverse ore di riprese, che ora i tre viaggiatori vogliono convogliare in un vero e proprio documentario che possa trasmettere le stesse emozioni raccolte dal vivo. E’ stata così attivata in questi giorni una raccolta fondi tramite una delle piattaforme di crowdfunding online più note in Italia, ovvero ProduzioniDalBasso: per contribuire è possibile visitare la pagina https://www.produzionidalbasso.com/project/docufilm-del-viaggio-ai-confini-della-romagna/ dove, cliccando su “Partecipa”, si potrà accedere ad una sezione in cui scegliere il contributo da donare ed i rispettivi premi-ricompensa da ricevere in cambio: si va dalla t­shirt del viaggio al dvd del docufilm, fino all’invito per assistere alla prima proiezione assoluta. I versamenti avvengono tramite PayPal o bonifico bancario e sono gestiti in modo assolutamente trasparente sulla piattaforma.

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Sarà così possibile contribuire alla realizzazione di un videoracconto che faccia rivivere, fissandola nel tempo, l’avventura dei tre viaggiatori, che nel corso dell’itinerario hanno raccolto sostegni ed incoraggiamenti “illustri”, come quelli del comico Paolo Cevoli, vera e propria icona della Romagna; ad accompagnarli nel percorso, anche uno strumento di promozione turistica integrata come la Romagna Visit Card, la card turistica della destinazione unica di Romagna che mette in rete l’offerta delle province di Ravenna, Forlì-Cesena e Rimini.

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