Violentata sulla spiaggia di Rimini, condannato lo stupratore di Ferragosto

Seck Massow, il 27enne senegalese residente a Novara, ritenuto colpevole della violenza ai danni di una turista milanese

E' stato condannato a 5 anni di reclusione, secondo le richieste del pubblico ministero Davide Ercolani, Seck Massow il 27enne senegalese residente a Novara accusato di aver stuprato una turista milanese sulla spiaggia di Rimini. La ragazza, nella mattinata di mercoledì, è comparsa davanti al gip e, in lacrime, ha raccontato come lo straniero abbia approfittato di lei tra le cabine. La violenza sessuale si era consumata nella notte tra il 15 e il 16 agosto sulla battigia del Bagno 111 e, la vittima, in vacanza a Torre Pedrera con la madre e col proprio fidanzato che però aveva lasciato la Riviera alla vigilia di Ferragosto, aveva fatto amicizia con un gruppo di ragazzi milanesi. La notte della violenza, tutto il gruppo si era trasferito a Rimini per un tour nei locali sulla spiaggia ed erano approdati al Bagno 111 verso l'1.30. La 27enne, tuttavia, aveva perso i contatti con gli amici verso le 3.30 e, secondo quanto raccontato nella sua denuncia, verso le 4 aveva conosciuto il suo violentatore che si era offerto di farle compagnia. I due si sono qundi intrattenuti su una panchina a chiacchierare ed è qui che, il senegalese, ha raccontato alla sua vittima si chiamarsi Seck, di vivere tra il Piemonte e la Lombardia approfittando, poi, del cellulare della ragazza per chiamarsi sul telefonino ed ottenere così il numero della 27enne.

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Entrambi, poi, si sono recati a comprare le sigarette in un distributore automatico della zona, già individuato dagli inquirenti che stanno visionando le immagini telle telecamere a circuito chiuso. Sempre secondo il racconto della vittima, verso le 4.30 il giovane senegalese le ha chiesto del sesso in cambio della sua disponibilità ad averle fatto compagnia e, al rifiuto della vittima, l'avrebbe trascinata tra le cabine obbligandola, con la violenza, a un rapporto sessuale non protetto. Durante lo stupro, tuttavia, il 27enne si è fermato dopo aver sentito alcune voci che si avvicinavano e, dopo essersi rivestito e costretto la ragazza a fare altrettanto, l'ha riaccompagnata sulla strada per poi sparire. E' a questo punto che, la milanese, ha chiamato col proprio cellulare il 113 facendo accorrere sul posto una pattuglia delle Volanti e un'ambulanza del 118. Visitata in pronto soccorso, il referto ha accertato la presenza di ecchimosi su entrambe le braccia e l'interno delle coscie oltre a lesioni intime compatibili con uno stupro.

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