Litiga con la convivente e diventa una furia, lei si rifugia in bagno col figlioletto: arrestato

Erano circa le 13 quando i poliziotti sono intervenuti a seguito di una segnalazione relativa ad una lite violenta tra coniugi

Deve rispondere di maltrattamenti nei confronti della compagna. Un 30enne campano è stato arrestato sabato mattina dagli agenti delle Volanti della Questura di Rimini. Erano circa le 13 quando i poliziotti sono intervenuti a seguito di una segnalazione relativa ad una lite violenta tra coniugi. Giunti immediatamente sul posto, il personale in divisa - già impegnato nel servizio di controllo del territorio finalizzato al contrasto ai reati predatori - hanno subito contattata la richiedente, sorella dell’arrestato, la quale, in compagnia del figlio minorenne, si trovava nell'androne della palazzina dell'appartamento in questione.

Gli agenti sono entrati all'appartamento posto al primo piano ed unica casa abitata dello stabile. Salendo per le scale i poliziotti hanno già potuto notare i segni di una lite violenta, in quanto sul primo pianerottolo era presente uno stendipanni rotto, con ancora alcuni vestiti ad asciugare. Una volta all’interno dell’appartamento hanno notato che pure la porta d'ingresso risultava spalancata e danneggiata nella parte inferiore.  All'interno della casa gli agenti hanno trovato il campano e il vicino di casa, che si era posto a protezione della porta del bagno, chiusa, benché danneggiata nella parte inferiore con segni compatibili con un calcio violento. All’interno del bagno si era “riparata” la compagna di quell’uomo, che si era rinchiusa terrorizzata col figlio neonato. La donna era tanto spaventata da non voler uscire neanche con la presenza dei poliziotti. A quel punto gli agenti hanno invitato l’uomo a spostarsi in un'altra stanza dove è rimasto in compagnia di uno dei poliziotti; solo a quel punto, accertatasi che il suo compagno non fosse più presente nella cucina prospicente il bagno, la donna ha deciso di uscire dal luogo dove si era rifugiata.

Gli agenti hanno potuto quindi ricostruire quanto accaduto. L’uomo arrestato è rientrato nell'appartamento dopo che tra lui e la compagna nella serata precedente si era consumata una lite a seguito della quale era uscito; visto però che la discussione è proseguita, il giovane ha aveva deciso nuovamente di uscire dall'appartamento trascorrendo la notte fuori casa per poi ritornare proprio sabato alle ore 12:20.  Al rientro a casa, dato l'atteggiamento aggressivo, la sua compagna ha deciso di non farlo entrare, circostanza che ha acceso un'ulteriore lite verbale con urla e minacce. L’uomo vedendo che la conviente non aveva intenzione di aprirgli la porta di ingresso, è entrato all'interno del cortile del palazzo, scavalcando la recinzione danneggiandone la siepe e iniziando a minacciare a gran voce la donna che nel frattempo aveva contattato la sorella dell’arrestato (e segnalante) subito giunta sul posto.

Una volta nell'appartamento la segnalante ha parlato con la donna che, apparendo agitata e terrorizzata, ha indicato dal bagno il suo compagno che si era nascosto nel cortile. D'accordo con la donna, onde cercare di far calmare il fratello, la segnalante è scesa al piano inferiore aprendo la porta di servizio dello stabile. Nel frangente però il 30enne in preda all'ira non volendo sapere ragioni ha colpito con uno spintone violento la sorella facendola cadere a terra, battendo la schiena contro il pavimento, ha subito iniziato a salire su per le scale seguito dalla sorella e dal nipote, i quali hanno tentato invano di arrestare la sua marcia. L’uomo infatti è riuscito a divincolarsi dalla presa della sorella,  rompendo nella foga lo stendi panni sul pianerottolo e giungendo alla porta d'ingresso che la compagna, impaurita, aveva chiuso.

Nonostante la porta fosse chiusa, il ragazzo, con forza è riuscito ad avere la meglio sull'infisso accedendo nell'appartamento dove la donna, preso con sé il bambino, in preda al panico, tentava di rifugiarsi all'interno del bagno; fatto questo impedito dall’individuo che ha colpito con un calcio la porta del bagno, accedendovi per poi prendere per i capelli la donna e colpirla con alcune manate, incurante che la donna avesse il piccolo figlio tra le braccia; il tutto nonostante i tentativi della sorella dell’uomo di fermarlo.  Quest'ultima vedendosi impossibilitata a placare il fratello si affacciava alla finestra chiedendo aiuto e diceva al figlio di chiamare la Polizia.

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Il giovane è strato in strada facendo entrare all'interno della struttura il vicino di casa che sentite le urla si era precipitato in soccorso della donna dicendo anche alla moglie di contattare le forze di Polizia. Il vicino di casa si è quindi posto a protezione della porta del bagno che la donna riusciva a chiudere, frapponendosi tra l’uomo arrestato e la donna tentando invano di farlo ragionare. Ricostruita la situazione, i poliziotti hanno quindi condotto l’uomo agli uffici della Questura dove si è potuto accertare che già in passato era stato necessario un intervento del vicino per spegnere una lite violenta ed animata tra i due avvenuta quest'ultima in strada e che già in altra occasione l’uomo si era dimostrato violento ed aggressivo nei suoi confronti: in una occasione la donna era dovuta ricorrere al pronto soccorso di Rimini dove le sono state diagnosticate delle lesioni guaribili in giorni dieci di prognosi. Al termine degli accertamenti l’uomo è stato quindi arrestato e tradotto presso la casa circondariale di Rimini a disposizione dell’Autorità Giudiziaria.

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