Violenza sulle donne, “Sportello Dafne”: crescono le rivelazioni di stupri

Il numero di donne che hanno avuto accesso, nel corso dell'anno 2012, ai nodi della rete Dafne, resta alto: 255, anche a conferma della funzionalità della rete stessa

“Sportello Dafne” ha reso noto il bilancio dell'attività svolta nel 2012 contro la violenza di genere, nel corso della quale è stato altresì presentato il convegno, che si terrà il prossimo 24 maggio, dal titolo “Liberi dalla violenza: un progetto per uomini che vogliono cambiare”, e di cui si allega la locandina. A relazionare la dottoressa Mary Russo, responsabile dello Sportello e Direttore del Programma Aziendale di Psicologia.

I dati - Il numero di donne che hanno avuto accesso, nel corso dell'anno 2012, ai nodi della rete Dafne, resta alto: 255, anche a conferma della funzionalità della rete stessa. Di queste donne, 181  hanno usufruito di un percorso di presa in carico. I Pronto Soccorso e Pronto Intervento del territorio aziendale hanno rilevato 58 casi di violenza fisica; l'unità operativa di “Ostetricia e Ginecologia” dell'Ospedale di Rimini 16 casi di violenza sessuale, in incremento rispetto allo scorso anno (9 casi). Anche lo Sportello Dafne della rete rileva un incremento di violenze stupri ( 8 nel 2012 e 3 nel 2011).

Come nelle precedenti rilevazioni la tipologia prevalentemente della violenza è quella fisica/psicologica o combinata; più frequentemente alla violenza fisica e psicologica si aggiunge quella economica; rimangono stabili le percentuali relative allo stalking, in aumento le rilevazioni delle violenze sessuali/stupri. Rispetto alla nazionalità delle donne la prevalenza rimane italiana (il 54,5 per cento dei casi); rispetto alle donne straniere in carico ai nodi della rete Dafne si rileva un aumento del numero di donne irregolari in Italia rispetto all'anno precedente (30 per cento contro il 5 per cento del 2011); sarebbe positivo poter interpretare questo dato come una maggior fiducia delle donne straniere verso i servizi territoriali. In linea con i dati nazionali ed internazionali, quelli locali continuano a confermare come la violenza contro le donne sia trasversale per ciò che riguarda la nazionalità e la classe sociale.

La scolarità in prevalenza medio/alta delle donne, connessa all'insufficiente o assente accesso al reddito, può mostrare la fatica da parte delle donne vittime di violenza ad impiegare le proprie risorse per una autonomia personale. Sono stati 19, nell'ultimo triennio, i casi di donne che hanno reiteratamente subito violenza prima di rivolgersi ai servizi. Si mantiene stabile ma alto il dato della violenza verso le donne in gravidanza; nel 2011 il 22 per cento delle donne maltrattate, in carico alla rete Dafne erano in gravidanza, nel 2012 il 21,5 per cento. Una di queste donne ha perso il bambino (i dati sono sintetizzati anche nell'allegata tabella). E' importante ricordare che lo Sportello Dafne risponde ai seguenti numeri di telefono 0541747604 e 0541698722 (che preghiamo di riportare).

Gli uomini - Passando invece dall'“altra parte”, cioè quella dell'agente della violenza, è sempre confermata la prevalenza della violenza nelle relazioni intime, nell'88,4 per cento dei casi: in particolare nel 35,3 per cento dei casi il maltrattante è il coniuge, nel 25,4 per cento il partner,  nel 17 per cento dei casi l'ex partner, nel 9,9 per cento l' ex coniuge; a seguire le violenze sono perpetrate dai familiari: i dati quindi confermano che la donna è a maggiore rischio all'interno delle relazioni primarie. Anche i dati circa le caratteristiche socioeconomiche del maltrattante confermano quelli emersi lo scorso anno: un partner italiano, con occupazione lavorativa. Rispetto alla professione, il dato è assolutamente trasversale, dal lavoro manuale a quello intellettuale, dalla professione subalterna a quella dirigenziale.

Ma rispetto all'agente della violenza oggi si possono fare ulteriori considerazioni. La Regione Emilia Romagna, che recependo linee di indirizzo internazionali si sta interessando da anni alla promozione di risposte utili nel contrasto alla violenza contro le donne, si è infatti recentemente attivata anche rispetto agli interventi possibili per gli uomini con problemi di violenza e alla preparazione specifica di operatori in grado di implementare e condividere buone prassi in tema. E l'Azienda Usl di Rimini, nell'ambito del “Progetto Dafne” attivo dal 2005, in collaborazione con la Regione, ha attivato il "Progetto Liberi Dalla Violenza " (LDV), rivolto appunto agli uomini che agiscono violenza nelle relazioni di intimità.

Secondo statistiche internazionali dal 78 al 99 per cento delle violenze verso donne e uomini è commesso da uomini, rilevando uno squilibrio nell'uso della forza, a sfavore delle donne, che percorre tutti gli strati delle diverse società. La violenza contro le donne, e nelle relazioni di intimità, secondo statistiche nazionali ed internazionali, è un fenomeno rilevante, benché ad oggi ancora sottostimato, con gravi ripercussioni, a breve e lungo termine, sulla salute della donna che subisce violenza e sui bambini che vi assistono. Interessarsi al maltrattante, fornendo percorsi, già sperimentati, di aiuto per cessare gli atti violenti rappresenta una delle molteplici risposte attivabili per contrastare il fenomeno della violenza di genere.

L'obiettivo del presente progetto è la creazione di un gruppo auto aiuto per uomini che agiscono violenza che ha come principale finalità la cessazione/prevenzione delle azioni violente da parte dei maltrattanti, previa assunzione di responsabilità su dette azioni. La pratica clinica suggerisce come lo strumento gruppale sia in grado di offrire un setting privilegiato per costruire modalità relazionali alternativi all'uso violenza. Possono entrare a far parte del gruppo tutti gli uomini che agiscono violenza, fisica e psicologica, nei confronti della propria compagna. Il bacino di utenza è rappresentato dal territorio provinciale. La domanda di partecipazione al gruppo può essere spontanea  o su invio da parte di operatori che, a diverso titolo, si occupano della tematica della violenza.

Impegnati nel progetto sono due operatori psicologi-psicoterapeuti e un assistente sociale, specificatamente formati sul tema. Il modello di intervento cui si ispira il progetto è quello adottato da oltre un ventennio nel nord Europa (Marius Rakil, Per Isadal, per ATV AlternativTilVold di Oslo, struttura presso la quale gli operatori riminesi hanno svolto una formazione); si intende rimandare all'uomo maltrattante la serietà del fatto che lui ha un problema di violenza, e, all'interno di una prospettiva comprensiva degli aspetti socioculturali emotivi e cognitivi, si lavorerà sulle connotazioni e le funzioni che i gesti violenti rivestono per i singoli partecipanti, nonché le connessioni con le esperienze educative e familiari pregresse e gli eventuali impatti sulla loro attuale genitorialità. L'esperienza in letteratura indica infatti che un trattamento che si focalizzi sul tema della violenza deve considerare tali connessioni e  distinguere l'uomo dall'atto violento che esibisce, poiché un'alternativa al comportamento violento c'è sempre. All'interno dell'esperienza europea circa la metà degli accessi ai percorsi di trattamento sulla violenza sono stati spontanei (42 per cento), i partecipanti non avevano infatti avuto preventivi contatti con assistenti sociali, organi giudiziari o forze dell'ordine.

E in effetti, anche nella realtà locale, “sono diversi gli uomini che chiedono di essere presi in carico, che chiedono, a noi ma anche alle forze dell'ordine, con le quali, voglio sottolinearlo, vi è un rapporto ottimo, di essere aiutati ad uscire dalla sindrome della violenza – speiga la dottoressa Russo – poi capita che, quando capiscono l'impegno che serve per affrontare questo percorso, si scoraggiano e lasciano, però un primo passo è stato comunque fatto”.

Lla dottoressa Russo ha raccontato una storia sintomatica per capire l'aggravarsi, negli ultimi tempi, del fenomeno dello stalking. La storia è quella di una donna di circa quarant'anni, che si è rivolta ai servizi a seguito dell'intentisificarsi dello stalking da parte dell'uomo che aveva lasciato dopo circa vent'anni. Quest'ultimo non accettava di essere lasciato e la stava perseguitando. Centinaia di messaggini tutti i giorni. Molti anche inquietanti: “girati, sono dietro di te” le scriveva, per falre vedere che lui faceva sul serio, che la seguiva, che doveva stare attenta.... Oppure, ancora più esplicitamente: “la prossima volta che ti incontro di notte ti uccido...”. Ma non erano certo solo messaggini: l'uomo seguiva la sua ex, che evidentemente riteneva di sua proprietà, giorno e notte, con pedinamenti e inseguitmenti in auto. E in un paio di circostanze gli inseguimenti in auto si trasformavano in tamponamenti, tentativi di buttarla fuori strada.

“Abbiamo preso in carico questa donna – ha detto la dottoressa Russo – e l'abbiamo anche accompagnata presso le forze dell'ordine, con le quali, lo voglio sottolineare molto bene, la collaborazione è strettissima e preziosissima”. Dopo il percorso investigativo e legale del caso l'autore della violenza è stato arrestato. “La donna è stata ovviamente è presa in carico a tutto tondo – ha aggiunto la dottoressa – per aiutarla nella ricostruzione del se' e nel ricostruirsi una vita”. Altro caso particolare, quello di un uomo che in quattro anni aveva cambiato tre partners, e tutte e tre le aveva sottoposte a violenza sessuale e psicologica. Le tre vittime si sono tutte e tre rivolte ai servizi, ed è stato l'operatore a capire che l'autore di violenza era lo stesso.

In Evidenza

Potrebbe interessarti

I più letti della settimana

  • Ristorante costretto a chiudere, i titolari: "Impossibile pagare spese, non parliamo degli aiuti dello Stato"

  • La bravata durante la lezione on-line costa cara a due studenti minorenni

  • Usava il reddito di cittadinanza per giocare nei casinò on-line e vincere 2 milioni di euro

  • Bubana pronto ad aderire a #ioapro: "O apro il ristorante o chiudo per sempre"

  • Organizzano una festa di compleanno e la pubblicano sui social: arriva la Polizia, multe salate a dieci ragazzi

  • Superenalotto, colpaccio a Rimini: centrato un "5" da decine di migliaia di euro

Torna su
RiminiToday è in caricamento