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Venerdì, 24 Maggio 2024
Cronaca

Violenza sessuale di gruppo su una 15enne, il branco evita la condanna

Il gruppo di minorenni, che davanti al giudice si è detto pentito oltre ad ammettere completamente le loro responsabilità chiedendo scusa alla vittima, ha chiesto la messa alla prova e i lavori socialmente utili

Una notte di inizio estate si era trasformata in un incubo per una 15enne che, dopo essersi appartata in spiaggia con un coetaneo, il ragazzino l'aveva costretta a un rapporto sessuale quando all'improvviso erano spuntati altri 4 amici del giovane che avevano a loro volta abusato della minorenne. Per quello stupro di gruppo i cinque imputati, finiti davanti al Tribunale dei Minori di Bologna, eviteranno la condanna che prevede fino a 5 anni di reclusione. Tre dei minorenni, che si sono detti pentiti oltre ad ammettere completamente le loro responsabilità chiedendo scusa alla vittima, hanno chiesto al giudice per le indagini preliminari la messa alla prova che consiste, appunto, nell'evitare il carcere svolgendo un periodi di lavori socialmente utili.  Gli altri due giovani, invece, compariranno davanti al gup il prossimo 4 giugno, praticamente scontata anche per loro la richiesta alla messa alla prova. Per la vittima, assistita dall'avvocato Monica Cappellini, nessuna possibilità di costituirsi parte civile e quindi nessun risarcimento per la persona offesa, dal momento che la legge sui minori non lo prevede.

Lo stupro di gruppo si era consumato la notte del 6 giugno del 2021 quando la vittima, in evidente stato di alterazione dovuto all'alcol, verso le 23.30 davanti ai Bagni 7 e 8 del lungomare Tintori dalla battigia, era arrivata in strada chiedendo aiuto a una pattuglia della Polizia di Stato che si trovava nei pressi. La giovanissima aveva parlato di un gruppo di altri minorenni che l'avevano costretta a degli atti sessuali ed erano partite le ricerche dei presunti violentatori, mentre la 15enne era stata ascoltata dagli inquirenti della Squadra mobile della Questura di Rimini.

Dalla ricostruzione su quanto accaduto era emerso che la giovane, insieme ad un gruppo di coetanei, nella serata di domenica aveva frequentato un locale nei pressi del porto riminese davanti al quale intorno alle 23.30 era anche scoppiata una rissa. Al momento del tafferuglio, però, la 15enne si era già allontanata andando sulla battigia con altre persone per poi ritornare sulla strada e chiedere aiuto al personale della polizia di Stato che si trovava poco distante in servizio di prevenzione e controllo nei luoghi della movida. Sul posto era intervenuta l'ambulanza del 118 e il padre della minorenne che era stata poi trasportata in pronto soccorso dove era stato attivato il protocollo anti stupro. L'inchiesta della Squadra Mobile, coordinata dal Tribunale dei Minori di Bologna, aveva permesso di riuscire ad identificare i presunti autori della violenza.

Per i difensori degli imputati (gli avvocati Giovanni Collura, Eriberto Montespini e Mauro Capobianco del Foro di Forlì-Cesena, Gianluca Brugioni, Matteo Zucconi e Giuliano Renzi del Foro di Rimini, Francesco Marabeti del Foro di Torino) non tutti quella sera commisero violenza nei confronti della 15enne, o almeno vi sarebbero dei distinguo tra le varie posizioni. Per il pm, invece, non ci sono dubbi: tutti presero parte allo stupro.

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