Mise incinta una 13enne, condannato l'orco romeno che diceva di amarla

Si è conclusa la vicenda giudiziaria che vedeva imputato di violenza sessuale su una ragazzina un 25enne romeno già noto alle forze dell'ordine

E' stato condannato a 4 anni di reclusione un 25enne romeno che, nell'agosto del 2013, era stato arrestato dai carabinieri di Cattolica i quali avevano scoperto una sordida storia di violenza sessuale su una ragazzina di appena 13 anni, originaria dell'est Europa. La ragazzina, poi rimasta incinta dell'orco, era poi tornata nel suo paese di origine per abortire. I fatti che hanno visto lo straniero venire condannato risalgono al 2012 quando "Veronica", nome di fantasia, conosce il romeno a una festa a casa di amici comuni. A quel primo incontro ne susseguono altri, all'inizio dall'apparenza del tutto casuale, per le strade cattolichine fino a quando il 25enne, nell'agosto del 2012, invita la ragazzina a trascorrere una giornata insieme ad un'altra coppia. Qui iniziano i primi approcci da parte del romeno che, trovandosi con lei, cerca di accarezzarla e baciarla e, al termine della giornata, la i vita ad appartarsi con lui in casa. È in questa occasione che il ragazzo ha un primo rapporto sessuale con "Veronica" e, nei mesi successivi, ne susseguono altri anche non protetti. Nell'ottobre del 2012 la 13enne scopre di essere rimasta incinta e decide di raccontare tutto alla madre che, già in passato, aveva mosso alcune rimostranze sia alla figlia che al 25enne per questa frequentazione.

La ragazzina decide quindi di lasciare l'Italia e di tornare nel proprio Paese di origine per abortire e, solo nella primavera del 2013, ritornò nel riminese e incontrò nuovamente il romeno che le dichiarò di essere innamorato di lei e di voler continuare il loro rapporto. Nel giugno 2012 il 24enne riuscì ad avere un nuovo rapporto sessuale con la ragazzina al termine del quale minacciò Veronica affinché non raccontasse nulla ai parenti di quanto successo altrimenti avrebbe fatto loro del male. Questi ultimi, però, si resero conto che qualcosa nella 13enne non andava, dopo averla messa alle strette, "Veronica" raccontò di aver ricominciato ad essere l'oggetto delle attenzioni morbose del 24enne. I parenti affrontarono una prima volta il romeno ma, questi, rispose tranquillamente che "non me ne frega niente, non ho paura dei carabinieri. Io faccio quello che voglio". Alla fine di luglio, quindi, venne presentata una prima denuncia ai carabinieri nei confronti dello straniero fatta dalla nonna di "Veronica" in quanto, in quel periodo, la madre della ragazzina si trovava all'estero.

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