Visite ai congiunti in altre regioni, Bonaccini: "Si lavora per le province di Rimini e Pesaro-Urbino"

"Il virus non è sconfitto e se la curva del contagio rimbalza in avanti saremo costretti a chiudere quanto abbiamo aperto"

È possibile da lunedì 18 maggio andare a trovare i propri congiunti tra le province di Ferrara in Emilia-Romagna e Rovigo, nel Veneto. I relativi presidenti di regione, Stefano Bonaccini e Luca Zaia hanno firmato infatti il relativo accordo e la Regione Emilia-Romagna lavora con le Marche in tal senso anche per le province di Rimini e di Pesaro-Urbino. Lo annuncia Bonaccini, a margine di una videoconferenza stampa sul porto di Ravenna, durante la quale precisa che "il virus non è sconfitto e se la curva del contagio rimbalza in avanti saremo costretti a chiudere quanto abbiamo aperto". Dunque "tutti i comportamenti indicati come virtuosi sono necessari".

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Dal 3 giugno, se tutto andrà bene, sarà possibile la mobilità tra le regioni, intanto l'Emilia-Romagna e il Veneto permettono quella "tra province e Comuni limitrofi" qualora sindaci o presidenti di provincia e Regioni trovino l'accordo. "Sono molto aperturista?", aggiunge sottolineando che l'Emilia-Romagna è la Regione dove le misure restrittive sono state tra le più dure. "La memoria manca", prosegue sottolineando che per la ripresa è necessaria una "massiccia dose di investimenti. Vale per il piano dell'Europa", che per consistenza non dovrà avere precedenti, e per quello del governo. Da questo punto di vista Bonaccini auspica che l'esecutivo "mantenga la parola per un decreto Semplificazione dopo il decreto da 50 miliardi di euro. Servono misure più veloci" e non la scuola di "non abbattere la burocrazia per paura della criminalità organizzata. Se non ripartano velocemente economia e lavoro- conclude- daremo una mano alle mafie". Insomma servono scelte "per temere insieme legalità ed economia". E "tra queste ci sono i cantieri".

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